Alfio Quarteroni. Professione matematico (e sognatore)

Alfio Quarteroni, classe 1952, accademico dei Lincei. Una delle menti più brillanti della matematica italiana, è ordinario di Analisi numerica al Politecnico di Milano e [...]

Alfio Quarteroni, classe 1952, accademico dei Lincei. Una delle menti più brillanti della matematica italiana, è ordinario di Analisi numerica al Politecnico di Milano e all’École Polytechnique Federale di Losanna. Demandiamo a Wikipedia il compito di raccontare della serie infinita di pubblicazioni, dei riconoscimenti, dei progetti internazionali accanto ai quali troviamo il suo nome.

Quarteroni ad esempio ha messo lo zampino sul progetto di Alinghi e nel 2003 e 2007, la barca di un paese senza mare conquistava il trofeo più prestigioso della vela; offre i suoi calcoli all’aereo ad energia solare di Bertrand Piccard e questo, per 24 ore, è capace di rimanere in volo aprendo così le porte – forse – ad un giro del mondo sulle ali del sole. E cosa dire dei contributi offerti alla modellistica matematica e alla simulazione numerica per il sistema cardiovascolare umano, progetto nato per facilitare la diagnosi di certe malattie dall’esito mai scontato.  E poi ha un altro merito questo professore dall’aspetto un po’ allampanato e dallo sguardo d’azzurro cristallo: sa parlare di matematica anche a chi di numeri ed equazioni mastica poco, facciamo nulla.

Lo incontro in un giorno di fine settembre a Verbania, sul lago Maggiore dove per alcuni giorni “intrattiene” una novantina di giovani menti dalle belle speranze, tutte selezionatissime, per un convegno dedicato alla modellistica matematica applicata ai problemi multifisici e multifasici.

DT – Un’ammissione d’ignoranza. Di cosa parlerà a questi giovani mi è assolutamente oscuro, però capisco che coi modelli matematici si può raccontare il mondo. Ed è qualcosa che solo gli artisti sanno fare con altrettanta precisione

AQ – Effettivamente le equazioni possono raccontare tutto ed i modelli matematici spiegare l’evolversi di una serie immersa di eventi

DT – La matematica da sola sarebbe anche riuscita a scoprire che i neutrini possono andare più veloci della luce?

AQ – La matematica si ispira a leggi fisiche o biologiche e le traduce in equazioni. La scoperta del Cern di Ginevra ha invece richiesto un’esperienza di laboratorio e per giunta di grande complessità. Noi abbiamo bisogno di basi fisiche possibili sulle quali lavorare, dopodichè possiamo mettere in evidenza eventuali discrasie o discrepanze. Al momento mi pare – da ciò che ho letto – che le cose tra Ginevra e il Gran Sasso siano state fatte molto bene …

DT – Ce lo dicevano a scuola ma probabilmente la lezione non l’abbiamo mai appresa, intendo dire che per noi profani ogni volta è una scoperta venire a sapere che la matematica è dentro la realtà tangibile. E magari può anche salvarci il cuore. Qual è lo scopo di quei modelli sul sitema cardiovascolare ai quali sta lavorando col suo team?

AQ – L’obiettivo ultimo è quello di dare alla medicina la possibilità di essere meno invasiva possibile. Ed ecco che i modelli matematici creano una sorta di laboratorio virtuale dov’è possibile prevedere l’evoluzione di un certo fenomeno, ad esempio un aneurisma. Si renderà conto che un tale modello può dare un sostegno importante al medico, può capire ad esempio se valga la pena operare o meno.

DT – Ci parla del Solar impulse? Una meraviglia davanti alla quale torna l’incredulità dei profani, sapere che con la sola energia solare si possa volare tanto a lungo da pensare ad un giro del mondo…

AQ – Il Solar impulse propone a noi matematici una serie di quesiti molto affascinanti, si tratta di armonizzare componenti il cui scopo è diverso e ciascuno dei quali vorrebbe vivere di vita propria: la struttura, l’aerodinamica, la propulsione. Si tratta di un aereo dalle ali enormi che deve volare basso e a bassissima velocità senza andare in stallo, deve volare anche di notte quando non c’è la luce del sole dunque vanno affrontati problemi di peso, resistenza, efficienza… è una bella sfida (sorride)

DT – Crede davvero che riuscirà a compiere il giro del mondo?

AQ – Non è importante

DT – Non è importante?

AQ – L’importante è osare

DT – Perfettamente in tema col nome del nostro magazine (Daring to do = osare fare), può approfondire il concetto?

AQ – Il sogno deve essere alimentato, l’intelletto deve tendere al massimo. Se non si hanno sogni nemmeno si parte. Il Solar Impulse non sarebbe mai partito se l’obiettivo fosse stato di volare dalla Svizzera al Belgio (questo il tragitto del suo primo volo, compiuto in 24 ore lo scorso anno ndr) …

DT – Insomma, o grandi obiettivi o nulla…

AQ – C’è sempre bisogno della sfida, ma mentre si lavora ci sono gli obiettivi intermedi che pure hanno un peso notevole. L’esempio più classico è quello della ricerca sul cancro. La malattia non è stata ancora sconfitta, ma in attesa di quel momento sono stati compiuti progressi formidabili …

DT – Secondo lei qual è la sfida numero uno che attende alla scienza?

AQ – Le sfide sono innumerevoli, penso, ad esempio, al funzionamento del cervello umano, a quel potenziale immenso di conoscenza ancora nascosta… e poi che dire della sfida alla nostra sopravvivenza, la sfida della sostenibilità, non rinunciare alle nostre comodità e salvaguardare il pianeta…bella sfida, anche questa!

DT – Probabilmente, in Italia, la sfida è far sì che nel futuro ci sia ancora chi possa  occuparsi di salvare il mondo… parliamo della ricerca?

AQ – Vuole che le parli del tunnel di neutrini da Ginevra al Gran Sasso?

DT – No, grazie

AQ – La cosa più grave è che l’Italia, ormai da un buon numero di anni, sta sistematicamente perdendo giovani impegnati nelle discipline scientifiche. Gente che potrebbe fare la grandezza di questo Paese. E invece cosa accade? Che sosteniamo il costo economico per la loro preparazione e quando i loro studi potrebbero cominciare ad avere una certa redditività li mandiamo in giro per il mondo… e mi ripeto, questo ormai accade da anni.

DT – Soluzioni?  

AQ – La prima cosa sarebbe mettere la questione nelle agende politiche e invece mi pare che non riguardi nessuno, proprio nessuno …

DT – La politica non considera il futuro un buon investimento, sa com’è non si vede, dunque non porta voti…

AQ – L’Italia ha sempre avuto bisogno della testa delle sue persone, evidentemente c’è chi crede di poterne fare a meno

(Antonella Durazzo)

 

© Riproduzione riservata

Leggi anche...

Tag