Una galleria d’arte a cielo aperto. Saludecio, trenta chilometri da Rimini, nella prima metà di agosto ospita la manifestazione “Ottocento festival”: numerosi pittori arricchiscono i muri degli edifici che si affacciano sul dedalo di vicoli, strade e piazzette del centro con le loro opere.
Ormai, sono una cinquantina. Così, anno dopo anno, il comune romagnolo è diventato a tutti gli effetti un “paese dipinto” tanto da essere entrato a far parte dell’associazione (www.paesidipinti.it) che racchiude circa duecento borghi italiani con queste caratteristiche.
Saludecio, citato da Giovanni Boccaccio in una novella del Decamerone, si sviluppa nella valle del Conca: un territorio, non lontano dal confine con le Marche, contraddistinto da rigogliose colline dalla forma dolce e allungata, minuscoli nuclei rurali, e vigneti e oliveti da cui “esce” un pregiato extravergine di colore giallo, con riflessi verdognoli, e con un tenue odore fruttato.
L’abitato, con il suo inconfondibile profilo, è circondato da una possente cinta muraria con due porte d’accesso di epoca medioevale, la marina e la montanara, per la difesa dai pericoli provenienti dal litorale e dall’entroterra. Su piazza Amato Ronconi s’affacciano il municipio, sorto sulle rovine della rocca malatestiana, e il santuario di San Biagio, di fine ’700, un’architettura neoclassica arricchita da una pinacoteca con capolavori del Veronese e di Guido Cagnacci, dal museo d’arte sacra e da una cripta dove, in un’urna di vetro, sono conservate le spoglie del beato a cui è intitolato lo slargo, un francescano vissuto nel ’200.
I palazzi, dalle linee eleganti, sono concentrati in contrada Maggiore dove si trova anche la torre civica, risalente al secolo XIV. Il più rappresentativo è palazzo Albini con il suo splendido cortile rinascimentale: è proprietà privata, ma per esempio può essere ammirato nelle serate dell’”Ottocento festival”.
Meritano una sosta, poi, il “Giardino dei profumi”, area verde all’italiana che raccoglie piante aromatiche e officinali, e, appena fuori porta Marina, largo Santiago de Compostela, un vero e proprio balcone sulla riviera adriatica. Da lì parte la passeggiata lungo i bastioni attraverso un viale alberato.
L’itinerario si completa con un giro delle frazioni: Meleto, collocata in posizione panoramica sulle vallate del Tavollo e del Foglia; Cerreto che conserva ancora evidenti tracce delle antiche strutture fortificate; e Santa Maria del Monte con l’osservatorio astronomico “Koppernik” (info 0541. 857026). E per rifocillarsi? Andare in Romagna e non gustare una piadina sarebbe un delitto. A Saludecio viene prodotta quella “sottile”, detta “riminese”. E poi si può assaporare una fetta della “Lacrima di Saludecio”, un formaggio di latte di pecora. Come dolce, il “Bustrèng” ricavato da un impasto di pane, latte, uvetta e zucchero. Il tutto accompagnato da un bicchiere di vino. La scelta è tra Sangiovese, Trebbiano, Rebola e Cabernet Sauvignon, quest’ultimo di recente introduzione. (Marco Fornara)
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