“Ci ha reso meno soli”, Milano saluta Bonelli

E’ stata veloce, metaforicamente come la lettura di uno degli albi di famiglia, la dipartita improvvisa di Sergio Bonelli, figlio di Gian Luigi Bonelli e [...]

E’ stata veloce, metaforicamente come la lettura di uno degli albi di famiglia, la dipartita improvvisa di Sergio Bonelli, figlio di Gian Luigi Bonelli e fratello di un altro erede di Bonelli padre, quel pistolero un sacco americano, ma schiettamente italiano che era il ranger “Tex Willer”.

Se ne è andato in punta di piedi un grande della fumettistica nazionale, forse il più grande, che ereditò un pezzo da novanta come Tex e da buon figlio decise di apprezzarlo e rispettarlo, staccandosene ed inventando “Mister No”, “Nathan Never”, “Dylan Dog”, “Zagor” ed altre passioni dei trentenni di oggi.

Sergio Bonelli era riconosciuto come il figlio invidiato di un mondo fantastico, nel quale ci si poteva perdere costruendo e dirigendo vite come un “master of puppets”, un burattinaio, che aveva accettato da subito di lavorare nell’azienda di famiglia come “factotum”, per poi dedicarsi alla scrittura di sceneggiature ed all’invenzione di personaggi, sotto lo pseudonimo di “Guido Nolitta”. E quando metteva le mani lui, spesso c’erano scontri con il padre più conservatore, come in quella tavola di Tex tagliata perchè Gian Luigi non accettò che Kit Carson fosse preso a cazzotti dal protagonista.

Al di là di qualche incomprensione, è innegabile che tutta la partita dei fumetti d’Italia negli anni 70, 80 e 90, grazie alla Sergio Bonelli Editore ha tenuto testa ai colossi americani più blasonati ed allora anche inflazionati stile soap opera. Stefano Boeri, assessore alla  cultura del comune di Milano ed amico di Bonelli, l’ha ricordato in una nota fatta pervenire alle redazioni, nella quale ricorda di essere “profondamente addolorato per la scomparsa di Sergio Bonelli, editore coraggioso e decano del fumetto italiano. Lo aspettavamo il prossimo 7 ottobre al Museo del Fumetto per l’inaugurazione della grande mostra dedicata al venticinquesimo anniversario di Dylan Dog, e sappiamo che ci teneva molto ad essere presente a questo appuntamento. Purtroppo non è stato possibile, ma questa mostra sarà l’occasione per ricordare la sua grande figura di imprenditore editoriale e creativo, che ha saputo coniugare il talento artistico all’attività editoriale, conquistandosi di diritto un posto nella storia del fumetto e nella memoria di tutti noi. Inventando alcuni dei più cari e assidui compagni della nostra vita, Bonelli ci ha reso tutti meno soli”. (Davide Rabaioli)

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