Arte contemporanea: Indian Highway al Maxxi

Trenta artisti protagonisti. Esposte sessanta opere, tra cui quattro installazioni pensate appositamente per il MAXXI di Roma, e una serie di lavori proposti per la [...]

Trenta artisti protagonisti. Esposte sessanta opere, tra cui quattro installazioni pensate appositamente per il MAXXI di Roma, e una serie di lavori proposti per la prima volta nella loro assoluta monumentalità.

E’ l’abc della mostra “Indian Highway” visitabile a Roma nelle sale del museo nazionale delle arti del XXI secolo. L’iniziativa, che continuerà sino al 29 gennaio del prossimo anno, è curata da Julia Peyton-Jones, Hans Ulrich Obrist e Gunnar Kvaran, nonché da Giulia Ferracci di MAXXI arte. L’evento è stato organizzato in collaborazione con la “Serpentine Gallery” di Londra e il museo di arte moderna di Oslo.

 

Per quattro mesi largo a una rassegna collettiva itinerante che presenta, attraverso una vasta scelta di opere, il panorama complessivo della scena indiana contemporanea.

Indubbiamente un’emozionante e attesa opportunità per conoscere l’innovativa ricerca artistica portata avanti da questo paese. L’iniziativa costituisce anche il primo approfondimento affrontato da un museo italiano sull’arte di questa affascinante nazione. Il pubblico avrà modo di ammirare un’ampia rappresentazione del panorama creativo di una tra le maggiori regioni asiatiche.

Quanto presentato, tra l’altro, riflette gli sviluppi economici, sociali e culturali dell’ultimo ventennio che hanno contrassegnato l’India. Partendo dal significato dell’autostrada come elemento di connessione tra i flussi migratori che si spostano dalla periferia alla città, “Indian Highway” racconta lo sviluppo tecnologico, il boom economico e la crescente centralità mondiale che questo subcontinente sta rivestendo sotto molteplici punti di vista a partire dagli anni Novanta. (Marco Fornara)

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