Roma, la notte della Cabbalà e il festival della Letteratura ebraica. Si parte

ROMA – La letteratura ebraica nel luogo più evocativo della memoria storica ebraica a Roma: è lo storico Vecchio Ghetto ebraico il palcoscenico della IV [...]

ROMA – La letteratura ebraica nel luogo più evocativo della memoria storica ebraica a Roma: è lo storico Vecchio Ghetto ebraico il palcoscenico della IV edizione del Festival Internazionale di Letteratura Ebraica (17 – 21 settembre 2011) a cura di Ariela Piattelli, Raffaella Spizzichino e Shulim Vogelmann, che di anno in anno si arricchisce di contenuti che vanno oltre la letteratura. Dalla musica all’arte, in un percorso fatto di mostre, eventi tematici, visite guidate ai luoghi ebraici e uno straordinario concerto “Jewish Jazz” del grande jazzista israeliano Daniel Zamir.

 

Inaugurazione oggi, sabato 17 settembre alle ore 21, al Tempio di Adriano con il celebre scrittore israeliano A. B. Yehoshua intervistato dal giornalista Marino Sinibaldi. Sarà un “viaggio nella letteratura ebraica” con brani letti dall’attore Massimo Ghini.

 

L’inaugurazione del Festival darà il via anche alla “Notte della Cabbalà” (dalle ore 20.30 alle ore 2.30 di domenica 18 settembre), una notte di sogno tra Cabbalà, mistica ebraica, tradizioni millenarie sia musicali sia culinarie, alla scoperta dei segreti di Roma, che vanta una presenza ebraica da oltre duemila anni.

Si accenderanno la notte del 17 settembre le “luci sulla città” e sulla Roma ebraica. La zona del Vecchio Ghetto Demolito si apre alla città con eventi culturali, musica, teatro, degustazioni, incontri letterari, dj set e il nuovo format dello “street party”, per far scoprire ai romani le virtù e i segreti del Centro Storico che conserva tutt’oggi la storia e la memoria della Capitale d’Italia.

In tutto il quartiere gli esercizi commerciali rimarranno aperti con degustazioni di cucina giudaico romanesca e dalla tradizione ebraica internazionale (israeliana, orientale, Europea, etc.)

A fare da cornice alla Notte della Cabbalà ci saranno proiezioni di video art sulla facciata del palazzo della Cultura, che resteranno “accese” per tutta la durata del Festival, fino alla sera del 21 settembre.

Il programma del festival, ricco e di grande interesse, prosegue fino a mercoledì 21 settembre con appuntamenti in diversi luoghi del Vecchio Ghetto, dal Museo Ebraico di Roma alla Ermanno Tedeschi Gallery, al Palazzo della Cultura.

 

Al Talmud, prossimamente tradotto in italiano, è dedicata l’intera giornata di domenica 18 settembre, con alcuni tra i più lucidi e profondi talmudisti sia dal campo laico sia da quello religioso: Stefano Levi Della Torre e Roberto Della Rocca (Alle Ore 11.30) e Haim Baharier (alle ore 20.30). Nella stessa giornata, al Museo Ebraico di Roma inaugura alle ore 18.30, alla presenza di Silvia Haia Antonucci e Riccardo Di Segni, la mostra “L’istruzione di Sacro e civile nel ghetto di Roma: la Compagnia Talmud Torah” a cura di Silvia Haia Antonucci (Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma-ASCER), con alcuni tra i più antichi esemplari al mondo di questo testo di inesauribile saggezza.

 

La Galleria Ermanno Tedeschi presenta, il 19 settembre alle ore 18.30, la mostra del più celebre artista israeliano, lo scultore e pittore Menashe Kadishman. Sempre il 19 settembre incontr con  due scrittrici.

Alle ore 17.30 Eliette Abécassis, nata da una famiglia ebraica sefardita di origine marocchina, docente universitaria di Filosofia a Caen, ebrea praticante, particolarmente legata alle sue tradizioni e alla sua religione dialogherà con la scrittrice e giornalista Anais Ginori.

Alle ore 21.00 la scrittrice e attivista per i diritti civili Ronit Matalon, una delle più apprezzate voci della letteratura israeliana, insieme con la scrittrice Chiara Valerio, presenterà il suo ultimo romanzo “Il suono dei nostri passi” appena tradotto in italiano da Elena Loewenthal ed edito da Atmosphere libri.

 

La giornata del 20 settembre inizia alle 10.30 con la presentazione del primo libro di Fabio Sonnino, “Il ContorSionista”, un romanzo autobiografico edito da Armando Editore. L’autore ne parla con le curatrici del festival Ariela Piattelli e Raffaella Spizzichino.

Alle 19.00 Bice Migliau e Stefano Caviglia parleranno dell’emancipazione degli ebrei romani dopo l’apertura del Ghetto e l’unità d’Italia.

Sarà con uno spettacolo di pillole di teatro giudaico romanesco a chiudere la giornata, alle ore 20.30. “A spasso pe’ ghette” del Laboratorio teatrale le Palme.

 

Mercoledì 21 settembre la chiusura del Festival è affidata al vincitore del Man Booker Prize 2010 Howard Jacobson – scrittore, romanziere ed umorista britannico – che incontrerà lo scrittore italiano Roberto Cotroneo e al grande jazzista Daniel Zamir, tra i musicisti e compositori più importanti di Israele.

 

www.festivaletteraturaebraica.it

 

 

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