Dai bei vestiti delle donne del Risorgimento agli esperimenti del Futurismo, dalle dive del cinema agli stilisti contemporanei. Tutto questo in “Moda in Italia. 150 anni di eleganza”, la mostra che aprirà al pubblico domani nei rinnovati spazi delle sale delle arti e del teatro delle commedie del maestoso complesso barocco della reggia di Venaria.
Sotto la direzione artistica di Franca Sozzani, direttrice di “Vogue Italia”, e di Gabriella Pescucci, la costumista premio Oscar che fa del gusto tricolore la cifra dei capolavori del grande schermo, l’esposizione, sino all’8 gennaio 2012, racconterà un secolo e mezzo dell’ambasciatrice per eccellenza dello Stivale nel mondo, con uno sguardo finale rivolto al futuro.
Nucleo centrale saranno gli abiti provenienti dalla collezione della fondazione Tirelli-Trappetti a cui si aggiungeranno quelli dei film che hanno fatto la storia del nostro Paese e quelli appartenuti a personaggi come Gabriele d’Annunzio, le regine, Eleonora Duse e la contessa di Castiglione, e che hanno segnato le varie epoche.
Gli indumenti rivivranno anche grazie a foto d’epoca, immagini di atelier e spezzoni di pellicole. Quest’evento ribadirà che la moda è lo specchio della penisola, e uno degli elementi principali della sua identità, oltre che simbolo della sua creatività e della sua capacità di coniugare tradizione artigianale e moderna industria.
Quasi duecento i vestiti che potranno essere ammirati tra cui quelli di scena firmati da Piero Tosi per il genio di Luchino Visconti: dal bianco abito da ballo di Angelica-Claudia Cardinale ne “Il Gattopardo”, a quello della tragica Livia Serpieri di “Senso” cui diede volto Alida Valli, e a quelli di Silvana Mangano per “Morte a Venezia”. E poi il celebre e discusso “pretino” pensato dalle sorelle Fontana per Ava Gardner e poi reinterpretato da Piero Gherardi per l’Anita Ekberg della “Dolce vita”, e le scarpe create da Ferragamo per Marilyn Monroe.
Prima del secondo dopoguerra, restava la Parigi dell’impero di Napoleone III e di Eugenia il punto di riferimento e il modello imprescindibile per la moda. Anche se già, per la verità, nel ventennio fascista la volontà di emanciparsi dall’influenza transalpina fu notevole. Ma la svolta avvenne in coincidenza delle sfilate fiorentine organizzate dal marchese Giovanni Battista Giorgini a partire dal 1951. La prima sezione dell’allestimento sarà un avvincente viaggio sull’evolversi dello stile femminile, caratterizzato da continui ripensamenti.
Come la parabola della crinolina, l’ampliamento e poi l’assottigliamento dei volumi sul corpo, l’alternanza di busti, corsetti e strascichi, e lo sbocciare dei decolletés.
E nella seconda parte si andrà dagli anni Settanta del Novecento ai giorni nostri quando s’è imposto ovunque il fenomeno dell’Italian style.
Un percorso, dall’esplosiva spinta del ’68 al prêt-à-porter e alle attuali spinte contrastanti di opulenza e minimalismo, arricchito dalle realizzazioni, fra gli altri, di Giorgio Armani, Valentino, Gianni Versace, Gianfranco Ferré, Krizia, Dolce&Gabbana, Roberto Cavalli e Miuccia Prada. (Marco Fornara)

Abito da ballo Copia del 2008 di Piero Tosi e della sartoria Tirelli Collezione della Fondazione Tirelli Trappetti, Roma Copia esatta dell’originale abito da ballo di Angelica, indossato da Claudia Cardinale ne “Il Gattopardo”, film di Luchino Visconti del 1962. Corpetto e Gonna in organdis, ruches della stessa stoffa allo scollo, maniche e gonna in taffetas di seta

Abito da sera Gori, Firenze 1965 ca Provenienza ed acquisizione: mercato antiquario Collezione della Fondazione Tirelli Trappetti, Roma Abito in chiffon di seta, interamente ricamato in paillettes

Abito da sera Maria Carmen Nutrizio in arte Mila Shön, Milano 1966 Provenienza ed acquisizione: dono di Gioia Marchi Falck Collezione della Fondazione Tirelli Trappetti, Roma Abito in tulle di nylon, interamente ricamato in paillettes e cannette di vetro

Tuniche da ricevimento Maria Monaci Gallenca, Roma 1920 ca Provenienza: attribuite al guardaroba di Eleonora Duse Acquisizione: mercato antiquario Collezione della Fondazione Tirelli Trappetti, Roma Tunica in velluto di seta, maniche-ali in georgette di seta, stampa in polvere oro e argento

Manifattura anonima italiana 1867 ca Corpetto, gonna e cintura con coda in velluto di seta, allo scollo e alle maniche guarnizioni in raso di seta con velluto e merletto meccanico. L’abito è stato attribuito a Virginia Oldoini, contessa di Castiglione

Abito da sera Manifattura anonima italiana 1906 ca Provenienza ed acquisizione: sorelle Gazzoni Collezione della Fondazione Tirelli Trappetti, Roma Abito intero in tulle di seta, su base di raso di seta, interamente ricamato con paillettes, jais ed applicazioni in velluto di seta a formare motivi floreali, allo scollo pendenti in jais. L’abito è appartenuto alla celeberrima cantante lirica Lina Cavalieri

Abito da sera Manifattura anonima italiana 1937 ca Provenienza ed acquisizione: dono di Isa Miranda Collezione della Fondazione Tirelli Trappetti, Roma Abito in crepe di seta nero, ricamo in paillettes oro e filo metallico con soutage oro

Bonanno, Napoli 1956 ca Provenienza ed acquisizione: mercato antiquario Collezione della Fondazione Tirelli Trappetti, Roma Abiti in tulle di seta operato, entrambi copie del modello che Givenchy realizzò per Audrey Hepburn nel 1956 per il film “Funny Face”

Abito estivo Manifattura anonima italiana 1905 ca Provenienza ed acquisizione: mercato antiquario Collezione della Fondazione Tirelli Trappetti, Roma Corpetto e gonna in batista di cotone, merletto meccanico come guarnizione delle rouches
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