Roma, lo sfregio di 32mila cartelloni pubblicitari

Roma sfregiata da 32mila cartelli pubblicitari. Monumenti, scorci, strade asfissiati dalla selva dei faccioni, dei corpi seminudi, delle insulse scritte multicolore che la pubblicità – [...]

Roma sfregiata da 32mila cartelli pubblicitari. Monumenti, scorci, strade asfissiati dalla selva dei faccioni, dei corpi seminudi, delle insulse scritte multicolore che la pubblicità – è il suo mestiere – adopera per farsi vedere meglio. Di ieri sera la denuncia del Tg3 che ha dato voce a quanto da tempo afferma un comitato di cittadini www.cartellopoli.net e che cioè negli ultimi anni la situazione, già grave, sia andata ulteriormente degradando. A sostegno di quanto affermano, il confronto con le immagini di Google street view, un confronto tra ieri ed oggi, dove ieri era solo il 2008. E ben si può vedere come tanti angoli, una volta liberi alla vista, siano stati soffocati da pali e manifesti (qui diversi esempi).

Innegabile che dietro a tutto ciò ruoti un’economia “Parigi ha 4 ditte che si occupano di pubblicità, Madrid ne ha 3, Roma 403” (ha detto il Tg3) e che i cartelloni, quelli autorizzati (quelli abusivi sono fuori da ogni censimento), rappresentino anche un’entrata per le casse comunali e di questi tempi di vacche magre – si sa – tutto fa brodo.

Ma si può svendere la bellezza così? Quando le pacchiane facce della contemporaneità arrivano a precludere allo sguardo le meraviglie della città più bella del mondo (emblematico il cartello posizionato a pochi metri dall’arco di Adriano, segnalato dal Tg3) è evidente che qualcosa non va.

Porta Maggiore Prima

Porta Maggiore dopo

foto tratte da www.cartellopoli.net

© Riproduzione riservata

Leggi anche...

Tag