L’autoritratto dei misteri. E’ quello di Leonardo, scomparso più volte e altrettante ricomparso. Sarà il “piatto forte” della mostra “Leonardo. Il Genio. Il Mito” visitabile dal 18 novembre al 29 gennaio 2012 alle settecentesche scuderie juvarriane della reggia di Venaria (Torino).
E’ la prima volta in assoluto che l’opera verrà esposta; nell’occasione sarà abbinata a quelle degli artisti che dal ’400 al ’900 si sono ispirati al maestro di Vinci: la conferma dell’importanza di questa figura nell’arte antica e moderna e della sua influenza su quella contemporanea.
L’iniziativa, inserita nel programma delle celebrazioni di Italia 150, è uno degli eventi che nei prossimi mesi saranno dedicati a Leonardo: a partire dalla grande mostra alla National Gallery di Londra. L’autoritratto è un disegno a tecnica sanguigna su carta, di 33 centimetri e mezzo per 21,6, databile attorno al 1515, negli ultimi anni di vita del genio che allora viveva in Francia al servizio di Francesco I.
E’ conservato alla Biblioteca reale di Torino. Insieme ai manoscritti e agli appunti, passò – per volontà del maestro – al suo fedele collaboratore Francesco Melzi che lo portò nella sua villa di Vaprio d’Adda, a due passi da Bergamo. Ma i suoi eredi successivamente sparpagliarono la collezione di materiale vinciano.
Per alcuni secoli del disegno non si ebbero notizie. Solo all’inizio dell”800 a Milano fu copiato e riprodotto in un’incisione per un libro. Un nuovo periodo di buio attorno a questo capolavoro e quindi, nel 1840, un collezionista – che l’aveva acquistato o in Francia o in Inghilterra – lo vendette al re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia che nella stessa circostanza acquistò anche realizzazioni di Raffaello e Michelangelo.
Quest’autoritratto è l’unico sicuramente della mano di Leonardo anche se ogni tanto torna a prendere forza la voce secondo cui anche la Gioconda raffigura le sembianze di Leonardo. Non a caso è stato utilizzato come modello per le rappresentazioni del viso dell’artista poi entrate nell’immaginario collettivo.
Il volto è quello di un uomo canuto, con barba e capelli lunghi, però calvo alla sommità della testa e con solchi lungo la fronte e le guance, attorno agli occhi e ai lati della bocca. Lo sguardo, rivolto a destra, rivela un’espressione seria, forse leggermente imbronciata.
Complessivamente, saranno una trentina i disegni originali in mostra: dal codice sul volo degli uccelli al nucleo completo dei 13 fogli autografi. Non mancheranno alcuni scritti relativi al capolavoro vinciano . Sarà anche proposto un video curato da Piero Angela focalizzato sul tema della fisionomia dell’artista, e una riproduzione digitale del Cenacolo.
E tra le “chicche”, la Gioconda baffuta di Marcel Duchamp (www.leonardoallavenariareale.it). (Marco Fornara)

Leonardo da Vinci - “Studi di carri d’assalto falciati” Sanguigna su carta 1485 Torino, Biblioteca Reale

Leonardo da Vinci - “Codice del volo degli uccelli” Sanguigna su carta 1505-06 Torino, Biblioteca Reale

Giovanni Antonio Bazzi detto Il Sodoma - “Cristo deriso” Olio su tavola 1505-10 Milano, Pinacoteca di Brera
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