La stagione televisiva dopo tre mesi e più di stop – non saranno troppi? – sta ripartendo. In queste prime due settimane abbiamo avuto un assaggio di quello che la televisione sarà e già c’è un dato certo: il genere – probabilmente anche l’unico -in cui si è investito di più a livello di sperimentazione è il game show, accomunato da un elemento: il dinamismo del formato e della scrittura.
The Cube – IN
E’ il game show di Italia 1 condotto da Teo Mammuccari registrato in un ultramoderno studio londinese, dove viene realizzato anche il format originale, britannico appunto, venduto anche in Germania e testato negli Usa da Cbs. Il game avviene in un vero e proprio cubo: 7 prove di abilità, nove vite, tensione, adrenalina e inquadrature finalmente degne delle innovazioni tecnologiche. La tensione è sempre tenuta alta e Mammuccari, smessi i panni dell’irriverente e spesso volutamente sgarbato conduttore di Fenomenal, veste bene quelli del “padrone” di casa, facendo suoi ritmo e tensione.
Avanti un altro - IN / OUT
Paolo Bonolis ritorna alla conduzione di un game show dopo la parentesi negativa di Fattore C, ma con l’eredità di aver fatto diventare Affari Tuoi un vero e proprio fenomeno nazionale: in Avanti un altro esce tutta la sua capacità dialettica e non c’è un istante di tregua. I concorrenti, proprio come dice il titolo, arrivano e se ne vanno: via fronzoli, convenevoli, si gioca. Lo studio e i protagonisti che lo popolano sono quelli cari a Bonolis: Luca Laurenti in primis, ma anche vallette, valletti dai volti intriganti e dai fisici possenti, il tutto in un giusto mix. Il gioco finale in cui il concorrente deve dare sempre la risposta sbagliata per potersi aggiudicare le migliaia di “lire del vecchio conio” – come è tornato a pronunciare Bonolis- è un bella e fresca novità in cui si vince storicamente nei quiz dando la risposta giusta. Il limite potrebbe essere proprio nel ritmo: alle 18.30 dopo una giornata stressante di lavoro il telespettatore riuscirà, avrà voglia di avere i neuroni ancora così sollecitati. Oppure si rifugerà stancamente nelle domande “pacifiche” de L’Eredità di Raiuno?
La nostra televisione ha raccontato la ricorrenza del decennale della tragedia dell’11 settembre. Vediamo come la celebrazione della commemorazione da New York di ieri con presenti il Presidente Barack Obama e l’ex Presidente George W. Bush è stata raccontata.
Sky Tg 24 Eventi - IN
E’ stato il canale dedicato alla diretta. Potere e mission delle reti all news. Traduzione in simultanea e senza commenti aggiuntivi: il modo migliore per trasferire la commozione di un popolo. E di un evento.
Tg3 – Tg1 - IN/ OUT
La buona notizia è innanzitutto che il servizio pubblico c’era. Giovanna Botteri, storica inviata da New York, ha coperto “il buco” lasciato da Raiuno, che nello stesso orario trasmetteva il Gran Premio di Monza, per poi ripassargli il testimone. Il limite è che in entrambi i casi le parole degli inviati, degli ospiti sopra le immagini e la musica lieve che si levava da quel “World Trade Center Memorial”, andavano a disturbare la cerimonia in sé. Le cerimonie non andrebbero commentate, ma “partecipate”. Il tempo per i dibattiti, le interviste dovrebbe venire prima o dopo. Non durante. (Erika Brenna)
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