La regina Margherita torna a Monza

Per i 150 anni dell’Unità d’Italia la regina Margherita torna a Monza e apre gli appartamenti di villa Reale. Sino al 30 settembre del prossimo [...]

Per i 150 anni dell’Unità d’Italia la regina Margherita torna a Monza e apre gli appartamenti di villa Reale. Sino al 30 settembre del prossimo anno, per la prima volta il pubblico potrà visitare le stanze del primo piano nobile grazie agli allestimenti dell’omaggio dedicato alla sovrana: un’iniziativa che sarà inaugurata ufficialmente il 12 settembre quando i locali si arricchiranno con un percorso storico e nuovi approfondimenti su questo personaggio. La mostra continuerà sino al 9 gennaio 2012.

 

Villa Reale di Monza

Sotto i riflettori, arredi, abiti, dipinti, sculture, gioielli, documenti, fotografie e altri oggetti. “Al centro del progetto – spiega la curatrice Elena Fontanella, presidente della fondazione DNArt che ha promosso l’evento – c’è la dimora: una grande occasione di valorizzazione per il monumento attraverso il racconto della vita di Margherita, prima regina d’Italia, che qui ha trascorso momenti significativi con Umberto I”.

Le loro vicende non possono essere slegate da quelle di questo luogo prestigioso che assunse un ruolo di primaria importanza a cavallo tra ’800 e ’900, il periodo in cui la penisola diventò un solo stato. Proprio la reggia fu il dono di nozze di Vittorio Emanuele II al principe Umberto, erede al trono, e a Margherita di Savoia, figlia di Ferdinando, duca di Genova (e fratello del re galantuomo) e di Elisabetta di Sassonia.

I due giovani si sposarono il 22 aprile 1868 a Torino. La stessa Margherita fu entusiasta di questo regalo stabilendo sin da subito un rapporto profondo con il complesso sentendolo, parole sue, “casa nostra veramente”. Lì lei, che amava la cultura, si dilettò nella musica e si circondò di poeti, intellettuali e artisti che trovarono nella nobildonna una fonte d’ispirazione e un modello di grazia ed eleganza.

La maggior parte degli interventi, sia strutturali che decorativi, che hanno interessato lo stabile nel corso dei decenni per adeguarlo alle nuove esigenze di comfort e funzionalità generate dai repentini mutamenti della società, furono voluti da Margherita. E’ stata lei a dare una forte impronta personale agli arredi: il suo gusto raffinato si coglie nelle scelte compiute nelle tappezzerie e, in generale, nelle suppellettili.

A partire dalla tavola: in quegli anni anche l’arte della cucina venne del resto investita dallo spirito della modernità che soffiava impetuoso. Il suo stile incise anche sulla presentazione delle pietanze e sulla scelta dei menù. La verità è che diventò un riferimento sociale, per oltre mezzo secolo, dell’opinione pubblica.

Il fenomeno del “margheritismo” era fondato sul sottile potere di attrazione che la sovrana esercitava anche sulla gente comune. Ma la regina visse, inoltre, gioie e dolori privati e della nazione. Il matrimonio doveva rinnovare e rafforzare l’immagine della dinastia, uscita indebolita dalla terza guerra d’Indipendenza contro l’Austria, e avvicinare il popolo alla corona.

In seguito, tuttavia, l’unione felice si trasformò in indifferenza tra i due coniugi con Umberto che, ancor prima del fidanzamento, frequentava altre ragazze. In particolare, la duchessa Eugenia Litta Bolognini che abitava a Vedano, a poca distanza da Monza. Il re era solito prendere l’aperitivo con la regina, e poi cenare con la favorita. Ma una sera Margherita, entrando nella camera da letto del marito, lo trovò con l’amante e decise di abbandonare il marito infedele. Solo l’intervento del suocero, che le ricordò il suo ruolo, le fece cambiare idea.

Info 02.29010404. (Marco Fornara)

Villa reale tra splendori e degrado

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