Lady Gaga. Il successo della Germanotta come materia di studio

Come lei solo lei, non c’è essere umano che faccia più notizia di Lady Gaga, forse solo Gheddafi, ma con lui siamo agli sgoccioli. Per [...]

Come lei solo lei, non c’è essere umano che faccia più notizia di Lady Gaga, forse solo Gheddafi, ma con lui siamo agli sgoccioli. Per la Germanotta, invece, la linea è in ascesa perenne. Viene censurata dalla Cina? Diventa notizia da prima e così se compare senza trucco su Harper’s bazar, se la tv trasmette un documentario che la riguarda (Gualtier Gaga, del quale Sky Uno ha già i diritti); se manda on line nuove versioni di You and I, se intrattiene una presunta relazione con Taylor Kinney, star della serie Diari di un Vampiro, se  decide di celebrare l’11 settembre e persino se la nemica di sempre, Madonna, tenta di ridicolizzarla affermando che GaGa sarebbe ossessionata da lei. E questo solo a voler spulciare nelle news degli ultimi giorni.

Non sorprenda, allora, se qualcuno “seriamente” ha deciso di studiare il fenomeno.

LADY GAGA E LA SOCIOLOGIA DEL SUCCESSO

Un momento imperdibile per i fan più accaniti della Germanotta perché solo dopo l’iscrizione all’università del Sud Carolina, negli Usa, si potrebbe ambire a partecipare al corso “Lady Gaga e la sociologia della fama”, tenuto dall’eminente professor Mathieu Deflem (www.mathieudeflem.net).

Ok, la sociologia si sa, è una grande nave sulla quale sono salite un sacco di cose, alcune stupide, altre geniali, altre ancora avvincenti e in ultimo le coinvolgenti.

Si lascia al pubblico definire questo caso, che in America non è nuovo, visto che altri artisti si sono cimentati in similari mansioni, senza per altro avere titoli accademici per farlo, ma non siamo fiscali, anche in Italia Valentino Rossi ha preso una laurea e di sicuro l’anno dopo non è andato in giro a parlare di tettonica a zolle.

Resta da capire quale sia il vero impatto sociologico dei video della Gaga proiettati, e come si possa coniugare questo esame in un normale piano di studi. Ci viene in aiuto il docente stesso, neanche a dirlo, che chiarisce di essere un fan accanito, era prevedibile, un amico, meno prevedibile e praticamente un mentore per la Gaga.

Seguendo i suoi concerti ed ascoltando le sue centinaia di dischi (questo quanto dichiarato da Deflem, che forse non ha capito che acquistando il medesimo album in altri stati, la playlist è la stessa, ma soprassediamo) ha capito che la Gaga è e resterà un animale sociale, o meglio, un “fenomeno” sociale degno di studi e di definizioni accademiche, che onore. E poi, finite le domande retoriche, si può analizzare il sito www.gagacourse.net e scoprire i contenuti che verranno proposti.

Sicuro non sarà un corso di musica, eh, non siamo mica al conservatorio, solo si scaverà per portare alla luce le dimensioni più rilevanti della fama di Lady Gaga, dalla sua devozione al marketing, la sua predisposizione per i media, i fan, i gay, la religione e la politica ed anche New York, che non guasta mai.

Lo si farà scomodando un certo ed interrogandosi sui suoi principi di sociologia della musica, la musica nelle relazioni sociali, e poi, la televisione, ha avuto importanza nella storia della musica popolare? Internet, potrebbe aver contribuito alla fama di Lady Gaga? Come si potrebbe definire “femminista” Lady Gaga e poi l’ultimo massimo sistema: come agisce l’auto convinzione e comprensione della differenza tra pop e rock?

Questo sarà il corso e nessuno ha ancora definito se la Germanotta ci sarà, almeno alla prima lezione, ma potrebbe anche farlo, visto il rapporto che la lega con il docente, addirittura fermato per strada una volta in città per avere l’onore di salutarlo. Questo a dire di Deflem ovviamente.

Chiaro che un occhio va allo studente medio, quello stressato che non ha capito la materia che porterebbe via un 18 a pedate che magari viene bocciato, come si fa ad andare a casa da mamma e papà, che ti pagano l’università, a dire che sei stato bocciato in “Lady Gaga”? E gli amici poi? Peggio ancora. (Davide Rabaioli)

 

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