Itinerario a Pomponesco. Fu set del Don Camillo di Terence Hill

Uno pensa all’eterna rivalità fra don Camillo e Peppone, a Fernandel e Gino Cervi, e subito davanti agli occhi gli si presenta l’immagine di Brescello. [...]

Uno pensa all’eterna rivalità fra don Camillo e Peppone, a Fernandel e Gino Cervi, e subito davanti agli occhi gli si presenta l’immagine di Brescello. Ma in realtà, più recentemente, un altro capitolo della saga guareschiana è stato girato a Pomponesco. Protagonista, nella parte del battagliero arciprete della Bassa, Terence Hill che curò anche la regia di questo film con Colin Blakely chiamato a indossare i panni del sindaco comunista.

Don Camillo e Peppone

Tra gli altri interpreti del “Don Camillo” del 1983 – ambientato nell’Italia degli anni Ottanta del secolo scorso – anche Andy Luotto, che prestò il suo volto allo Smilzo, e il figlio di Hill, Ross, che allora aveva appena dieci anni e che morirà in un incidente stradale appena 17enne. Ma l’attuale don Matteo (il personaggio che l’attore veneziano tornerà a portare sul piccolo schermo nei prossimi mesi) riuscì anche ad arruolare, per la sfida calcistica fra le squadre della Parrocchia e del partito, grandi campioni come Roberto Boninsegna, Roberto Pruzzo, Luciano Spinosi e Carlo Ancelotti.

 

Brescello e Pomponesco sono separati da una dozzina di chilometri. Il primo, però, è in Emilia, provincia di Reggio, e il secondo in Lombardia. Il borgo mantovano, situato sulla riva sinistra del Po, è da sempre legato al “grande fiume” (come lo chiamava Giovannino Guareschi) e alla sua economia con la presenza di un porto, con tutt’attorno dei caratteristici casotti, e di numerosi barcaioli.

In centro la vasta piazza XXIII Aprile, che ospita il monumento ai caduti e una fontana, è circondata da edifici porticati dove un tempo vivevano i dignitari della corte dei Gonzaga. I palazzi più importanti conservano ancora delle stanze con soffitti in legno. Su questo slargo, chiuso verso nord da una parte delle scuderie dell’antico castello, si affacciano anche la chiesa arcipretale di Santa Felicita e il municipio: due complessi che si “fronteggiano” con le loro torri campanarie.

La sala principale dell’albergo “Il leone” presenta degli affreschi seicenteschi, recentemente restaurati, che rappresentano quattro continenti e i mestieri più diffusi a livello locale, e nel 2002 è stata inoltre completata la ristrutturazione del teatro comunale, ex Sociale, di via Roma risalente al 1900.

Sempre in quest’area si può vedere la cupola della sinagoga, ora inglobata in un caffè. Ma se c’è tutto Pomponesco nel “Don Camillo” di Hill, proprio piazza XXIII Aprile la si ritrova anche in opere di Cesare Zavattini, Mario Soldati e Bernardo Bertolucci.

Conclusa la visita al borgo, merita una tappa anche “La garzaia”, riserva situata a sei km dall’abitato. Su una superficie di 23 ettari, costituita da terreni alluvionali del Po, s’è sviluppata una fitta vegetazione di salici bianchi e si sono insediati centinaia di nitticore e di garzette. Presenti, per altro, anche altre specie. Tipica anche la nidificazione dei gufi. (Marco Fornara)

Pomponesco

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