Venezia, “Acqua in bocca”: la mostra dei Galliani

Acqua in Bocca, la mostra allestita da sabato e fino al 16 ottobre nel giardino storico di palazzo Soranzo Cappello, a Venezia, luogo segreto, nascosto [...]

Acqua in Bocca, la mostra allestita da sabato e fino al 16 ottobre nel giardino storico di palazzo Soranzo Cappello, a Venezia, luogo segreto, nascosto che si apre all’arte contemporanea.
Di scena tre artisti dai linguaggi diversi ma con lo stesso dna, papà Omar Galliani ed i figli: Michelangelo e Massimiliano. Curatore è Flavio Arensi.

Mostra mutilata già, perché l’installazione di Massimiliano, titolo Liberté, égalité, fraternité, che si rifà ai disordini civili in Libia e ai motivi dell’invasione per rovesciare il regime di Gheddafi è stata rimossa, rifiutata dalla soprintendenza perché “opera politica”.  
L’elemento centrale del lavoro è (o era) un letto ottocentesco ricoperto da una bandiera francese i cui piedi poggiano su ciotole riempite di petrolio, laddove forti elementi simbolici e popolari riflettono sul concetto di invasione militare e culturale. Al suo posto un biglietto nel quale l’artista spiega l’accaduto.
Chiamatela censura, se volete.

Massimiliano Galliani: Liberté, Egallité, Fraternité

Acqua in Bocca più che una mostra è costruzione di uno scenario complesso pensato come percorso di arte ambientata in uno spazio pubblico di grande suggestione, ricco di memoria e richiami letterari, luogo che ha ispirato Henry James e Gabriele D’Annunzio. Omar Galliani si “appropria” del tempio neoclassico del Giardino con tre grandi opere mai esposte in Italia, appartenenti al ciclo dei Disegni Siamesi, divenuto sua cifra stilistica: figurazioni doppie, che si specchiano, in cui l’artista rappresenta contrapposizioni e dicotomie, partendo sempre dalla specularità di un disegno che, riflettendo se stesso nel soggetto gene nuove identità. Michelangelo Galliani propone invece otto opere recenti che dialogano in maniera sognante con la dimensione naturale del giardino. Ci sono un alveare in marmo con le celle ricolme di metallo, un grappolo di cuori in bronzo che dialoga coi grappoli di uva del vigneto in frutto, figure dormienti che riposano nel giardino su cuscini di piombo.

Tre artisti per “tre sentieri differenti che partono e raggiungono luoghi differenti; eppure tutti consapevoli qualsiasi sentiero sia stato battuto è pur sempre e solo un sentiero dell’anima, quindi uno, qualsiasi siano i viaggiatori, qualsiasi siano le mete”, per dirla con le parole di Flavio Arensi.  La mostra è visitabile fino al 16 ottobre  dal martedì alla domenica 11 – 13 e 15 – 18.30. Informazioni www.bonelliarte.com

Michelangelo Galliani P.G.R., 2007, marmo statuario di Carrara e piombo

Omar Galliani, Grande disegno siamese

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