Da Parmigianino a Piazzetta. Bizzarrie sulla carta. A Guastalla

Una raccolta principesca, ricca e originale, nella dimora di un duca: la reggia di Ferrante Gonzaga a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, dal 24 [...]

Una raccolta principesca, ricca e originale, nella dimora di un duca: la reggia di Ferrante Gonzaga a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, dal 24 settembre al 4 dicembre ospiterà la mostra “Da Parmigianino a Piazzetta. Teste, animali e pensieri bizzarri nei disegni della galleria Estense”. La scelta non è caduta su opere “qualunque”, bensì su quelle più curiose e inconsuete, e che, nella quasi totalità, mai prima di questa occasione sono state esposte al pubblico.

Bartolomeo Passerotti, studio di occhi

 

S’è puntato su testimonianze d’eccezione di un gusto che esplose nelle corti europee a partire dal Cinquecento e che ebbe negli esponenti della dinastia d’Este dei collezionisti attenti e qualificati. Tutto il materiale proverrà da Modena, città dove questo casato s’insediò dopo il passaggio della loro capitale, Ferrara, al papato. Gli stessi Este e i Gonzaga erano imparentati già da secoli. L’ultimo matrimonio fra le due famiglie fu celebrato nel 1648: Margherita, figlia di Alfonso III, il “duca cappuccino”, andò in sposa a Ferrante III di Guastalla.

Ambito di Bartolomeo Passerotti, gruppo di nove teste

 

Grazie a questa iniziativa, emergerà che a essere privilegiati, e non per questioni economiche ma per passione, furono quelli che un tempo potevano essere considerati semplici prove d’artista. Quindi i lavori più privati che gli agenti dei nobili emiliani reperivano sul mercato o direttamente negli studi. Particolarmente amati i personaggi e le immagini esotiche, che raccontano di viaggi in territori lontani, e di nuovi studi scientifici legati a quel mondo di ricercatori che a Bologna trovò riferimento in Ulisse Aldrovandi. E poi i ritratti non aulici, gli schizzi dei volti resi nella loro naturalezza espressiva e le pose degli animali. Fra questi, alcuni capolavori assoluti, primo fra tutti il gambero “firmato” dal Parmigianino. Senza eccezioni, pertanto, solo soggetti profani, aspetto che rende ancora più raro l’evento.

 

Si potranno ammirare una settantina di opere grafiche in questa mostra curata da Giovanna Paolozzi. Una sezione sarà dedicata a Giuseppe Mitelli, estroso cronista della vita di ogni giorno, e un’altra alle frizzanti e ironiche caricature di Giovan Maria Tamburini. Poi i busti d’imperatori tratti dal celebre ciclo mantovano di Tiziano dal poliedrico Bartolomeo Passerotti, disegnatore finissimo e cultore dell’antichità. Un posto particolare spetterà ai Carracci e ai loro “ritratti al naturale” dalla tecnica esecutiva smaliziata, libera da ogni vincolo, e al nucleo delle “Teste di carattere”, genere a cui il veneziano Giovan Battista Piazzetta si applicò con molta fortuna. (Marco Fornara)

Ambito toscano, fine XVI secolo, Ritratto di Cosimo I Medici

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