Venezia 68, domani il via

Mostra di Venezia, edizione numero 68, domani il via. Undici giorni di abbuffata festivaliera e di non-solo-cinema. Undici giorni per cercare il capolavoro che forse [...]

Mostra di Venezia, edizione numero 68, domani il via. Undici giorni di abbuffata festivaliera e di non-solo-cinema. Undici giorni per cercare il capolavoro che forse non ci sarà. Undici giorni di fanfare, di stroncature (forse) e di tappeti rossi, di glamour a gogo, di stelle e strisce – mai tanto numerosi gli americani come quest’anno. Undici giorni per tentare di capire dove va il cinema italiano – sì perché anche gli italiani sono tanti. E per chi non c’è: dodici giorni di Tg e di speciali da Venezia, e dodici giorni di polemiche annunciate perché senza diatribe, chiacchiericci, offese e offesi non c’è festival di successo.

Ma sarà una Mostra di successo? Questo è quello che si dice, questo assicura il direttore Marco Mueller, al termine del suo mandato. Forse però sarà riconfermato, o forse no…

Si chiama Mostra internazionale d’arte cinematografica e infatti l’anteprima di stasera quella che inaugura la rinnovata sala grande, è stata affidata ad Ezio Greggio e al suo 3D: Box office – il film dei film, prodotto indipendente distribuito da Medusa. Inutile storcere il naso, la Mostra comincerà solo domani, col primo film e il primo americano in gara: “Le idi di marzo” di George Clooney.

AMERICANI A VENEZIA

Storicamente il rapporto della Mostra di Venezia col cinema americano e con Hollywood in particolare non è mai stato esaltante, la  schizzinosità di certi ambienti culturali, poco propensi a scendere a patti con la grande industria dei sogni è notoria, inoltre, e questo si amplia a tutti i festival europei, fino a qualche tempo fa, proporre opere il cui successo prescindeva dalla partecipazione al festival appariva inopportuno. Ma le cose sono profondamente cambiate negli ultimi anni, e se Cannes e Berlino, hanno capito prima che a strizzare l’occhio a Hollywood e alle sue star c’era solo da guadagnarci – in risonanza meditica, sponsor, ecc – a Venezia la lezione è arrivata dopo. Ce lo dicono i numeri: sono state 20 le Palme d’oro vinte da film americani a Cannes; 12 gli orsi conquistati a Berlino, e solo 7 i Leoni veneziani (3 dei quali a produzioni americane dirette da registi non Usa) e due molto recenti: The Wrestler (2008) e l’inatteso Somerwhere l’anno scorso.

Nicholas Ray

E così, per recuperare, i film targati USA presenti alla 68ma Mostra saranno poco più di una dozzina e ben cinque in concorso. Non si sarà esagerato?  In concorso col già citato Clooney ritroviamo Abel Ferrara e Todd Solondoz, molto amati nei festival europei, meno negli Usa. Grande curiosità per William Friedkin, regista che negli anni ’70 ha spopolato (Il braccio violento della legge, L’esorcista), ma poi caduto in bassa fortuna, che porterà un thriller. Un giallo anche il film di Ami Canaan Mann, figlia del grande regista Michael Mann. Fuori concorso molto attesi sono Wilde Salomè di Al Pacino, Contagion di Steven Soderberg e soprattutto We can’t go home, l’incompiuto di Nicholas Ray.

ITALIANI A VENEZIA

Tra concorso, fuori concorso e le sezioni “minori”, come “Controcampo italiano”, sono una cinquantina i film  italiani che passeranno a Venezia. Una mole impressionante. Cristina Comencini, Gian Alfonso Pacinotti ed Emanuele Crialese, i tre in concorso (le chances? Non troppe secondo i bene informati). Ma rimarchevole le presenza di Ermanno Olmi fuori concorso e poi film dei quali sicuramente si parlerà come  Amore carne di Pippo Del Bono; Scialla! di Francesco Bruni, Ruggine di Daniele Gaglianone, L’arrivo di Wang dei Manetti Bros…e si spera di molti altri. L’apoteosi del cinema nazionale sarà però il giorno 9 con il Leone d’oro alla carriera consegnato a Marco Bellocchio da Bernardo Bertolucci.

Marco Bellocchio con Marco Mueller - Foto ASAC La Biennale di Venezia

UNA MOSTRA BOLLENTE

Negli anni passati sono stati i troppi corpi squartati, morti e deformi a far discutere, quest’anno sarà il nudo. Ben due i nudi integrali per Michael Fassbender, che ritroveremo in Shame di Steve McQueen e in A Dangerous Method di Cronanberg. Nudissima anche Monica Bellucci in Un été brulant di Philippe Garrele. E tra le pieghe hard, ecco Stefania Rocca posseduta da un immigrato in The Invader di Nicholas Provost, il tema del commercio sessuale nell’australiano Hail e la pedofilia, nel film Ruggine di Gaglianone.

E molto ancora resta da dire, ne riparleremo strada facendo.

 

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