Se vivessimo in un altro paese, Gillo Dorfles non avrebbe bisogno di presentazioni. Lo scrittore, filosofo, artista e critico d’arte, 101 anni compiuti lo scorso12 aprile, sarebbe oggetto di studio già alle scuole medie. Ma in un’Italia che ancora si picca d’esportare il bello nel mondo, per l’uomo che ha dato coerenza teorica all’estetica e al gusto del XX secolo è diventato impossibile riconoscersi, la “dittatura dello sgradevole” (parole sue) ha vinto. Ed è proprio come forma di resistenza all’osceno che le sue parole assumono un peso sempre maggiore.
DT – Cosa pensa delle ultime svolte dell’arte contemporanea?
GD – E’ molto semplice l’arte contemporanea è esattamente quella che deve essere. Ogni momento storico ha la sua, l’arte è lo specchio di un’epoca.
DT – Crede che ci troviamo un momento di decadenza culturale?
GD – Ci troviamo in un momento in cui ci sono moltissime esperienze artistiche, direi anzi che è un momento di grande creatività in tutte le arti.
DT – Prendendo spunto dal titolo di un suo libro (Conformisti. La morte dell’autenticità. Castelvecchi 2008 ndr) chi sono i conformisti?
GD – Basta che lei guardi quelli che passano per la strada….
DT – Da “orror pleni” a “orror vacui” ci spiega la fenomenologia del contemporaneo a partire da queste due categorie da lei inventate?
GD – Oggi siamo tormentati dall’orror pleni, ovvero dall’ eccesso di produzione in tutti i campi e questo eccesso di produzione rischia di soffocare, o di non far emergere, ciò che di più interessante viene prodotto.
DT – Se dovesse dare un messaggio ai giovani di oggi che cosa direbbe?
GD – Direi loro di non imitare i vecchi!
DT – Qual’è il periodo della storia dell’arte che più le piace?
GD – Be’ naturalmente ho una preferenza per il Barocco, credo di poter dire che ancora oggi lo trovo uno dei periodi più interessanti.
DT – Se dovesse giudicare la sua attività di pittore?
GD – (Sorride) …non posso fare il critico di me stesso, cerco di farlo per gli altri…
DT – Come giudica in generale il nostro tempo?
GD – E’ un tempo interessante nonostante le guerre, gli omicidi e le malversazioni ha pero tantissimi aspetti interessanti.
DT – Ci segnala un artista italiano da tenere d’occhio?
GD – Siccome c’è la mostra di Mimmo Paladino a Palazzo Reale (Milano ndr), posso dire che è sicuramente un artista tra i più interessanti.
DT – Lei guarda la televisione? Se sì cosa ne pensa?
GD – Ne penso male, perché dovrebbe esser fatta meglio di come è fatta.
DT – Ci sono programmi che le piacciono?
GD – No, non seguo nessun programma seguo solo i telegiornali.
DT – Sono fatti bene i telegiornali?
GD – Direi che sono una cosa fondamentale per la Rai.
DT – I libri che consiglierebbe di leggere
GD – Impossibile fare questa lista, sarebbe infinita …
DT – Il libro che lei ha scritto a cui tiene di più?
GD – L’ intervallo perduto.
DT – E perché?
GD – Perché parla di un fenomeno fondamentale com’è quello della perdita dell’ intervallo.
DT – Cosa irrita Gillo Dorfles?
GD – Ho scritto un libro dal titolo Irritazioni basta che lei lo legga e saprà tutto.
DT – Volevo sapere cosa irrita lei…
GD – Sono talmente tante le cose che mi irritano che è difficile fare una scelta, ad ogni passo trovo qualcosa di irritante.
DT – Cosa si auspica per il futuro delle generazioni contemporanee?
GD – Di avere un po’ più di chiarezza dei propri giudizi.
DT – Cosa pensa della scuola di oggi?
GD – Sappiamo in quale triste condizione si trovi, speriamo che vi sia presto una riforma e dei finanziamenti soprattutto.
DT – Lo stato della politica?
GD – Ah be’, io non parlo di politica…
(Virginia Zullo)
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