Cinema nel pallone. A Venezia la storia del Mundial di Patagonia

Tra le pieghe della Mostra di Venezia, per le Giornate degli Autori / Spazio Aperto, un film che promette di far parlare. Il Mundial Dimenticato [...]

Tra le pieghe della Mostra di Venezia, per le Giornate degli Autori / Spazio Aperto, un film che promette di far parlare. Il Mundial Dimenticato – La vera incredibile storia dei Mondiali di Patagonia 1942, di Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni con le amichevoli partecipazioni di un team che avrebbe fatto la felicità di qualsiasi allenatore di calcio: Roberto Baggio, Gary Lineker, Jorge Valdano e Darwin Pastorin. E c’è pure João Havelange, presidente onorario della Fifa. Non è un caso che una partita tra personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport, il 5 settembre, accompagnerà la presentazione del film alla Mostra. Arriviamo al dunque, si tratta di una co-produzione italo-argentina che muovendosi tra il rigore documentaristico e la leggerezza del racconto tratta le vicende del campionato Mondiale di Calcio del 1942, organizzato da uno stravagante illumista, il conte Vladimir Otz, giocato in Patagonia e mai riconosciuto ufficialmente, rimasto per decenni avvolto nella leggenda senza che se ne conoscesse il vincitore.

 

Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni

La storia si apre con il ritrovamento di un misterioso scheletro con la macchina da presa negli scavi paleontologici di Villa El Chocon, nella Patagonia Argentina. Le indagini svelano che i resti umani appartengono a Guillermo Sandrini, cineoperatore argentino di origini italiane, ex fotografo di matrimoni e inventore per hobby, ingaggiato per “filmare i Mondiali in modo memorabile e rivoluzionario” (da una lettera del Conte Otz a Jules Rimet). La bobina contenuta nella macchina da presa di Sandrini promette di svelare la verità sul risultato della finale del Mundial dimenticato.

Il più esperto ricercatore sul tema, il giornalista argentino Sergio Levinsky, guida un’inchiesta che attraversa l’America Latina e l’Europa, fino agli archivi di CinecittàLuce, dove sono state trovate alcune delle sequenze inedite più significative. E si scopre così che mentre il mondo civilizzato è ingoiato dalla ferocia della Seconda Guerra mondiale, dodici squadre si sfidano per conquistare la Coppa Rimet, stranamente riapparsa in Patagonia nel 1942.

Formazioni composte da pochi giocatori professionisti mescolati a migranti di mezzo mondo, operai e minatori, ingegneri ed ex cercatori d’oro, acrobati del circo e rivoluzionari in esilio, soldati nazisti e indios mapuches.

Chi vinse il misterioso Mundial? Perchè da allora non se n’è più parlato?

Frammenti d’archivio e una varia ricca documentazione (fotografie, giornali locali, lettere, diari privati) nel docufilm si alternano alle interviste che coinvolgono sia i pochi testimoni viventi delle vicende, sia grandi personalità della cultura e del calcio (Roberto Baggio, Osvaldo Bayer, Titì Fernandez, Joao Havelange, Pierre Lanfranchi, Gary Lineker, Victor Hugo Morales, Darwin Pastorin, Peter Tramp, Jorge Valdano).

 

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