Alla scoperta della cultura ebraico-polacca attraverso lo sguardo artistico di Andrzej Wajda (foto di Mariusz Kubik, http://www.mariuszkubik.pl). Sarà la loggia degli Abati di palazzo Ducale a Genova a ospitare, dal 9 settembre al 16 ottobre, la mostra “Il mondo misterioso del Dybbuk”.
L’esposizione verrà allestita in occasione della prima presidenza polacca del Consiglio dell’Unione europea.
Il racconto della presenza ebraica in questa nazione si svilupperà grazie alle opere dell’85enne regista e sceneggiatore originario di Suwalki: dalle sue realizzazioni cinematografiche sino ad arrivare ai suoi disegni.
I visitatori avranno modo, inoltre, di osservare anche molte delle fotografie conservate nel suo archivio. Un viaggio per immagini presentato da Danièle Sulewic e Alberto Rizzerio che hanno messo in piedi un’esposizione fra storia e memoria, ma anche un ciclo d’incontri, una rassegna di film e altri spettacoli. Il tutto per dare vita a una riflessione sull’identità multiculturale dell’Europa.
Wajda è uno dei principali esponenti della scuola polacca e, più in generale, dell’Europa orientale del grande schermo dopo la seconda guerra mondiale. Il suo maggior successo, a livello di premi, è stato “L’uomo di ferro” che nel 1981 ha vinto la “Palma d’oro” al festival di Cannes per poi ricevere la nomination anche all’Oscar come miglior pellicola straniera.
In questo lavoro Lech Walesa, leader del sindacato Solidarnosc, compariva nei panni di se stesso. Altre nomination sono toccate ad altre sue pellicole: “La terra della grande promessa”, “Le signorine di Wilko” e “Katy”. Gli sono stati anche assegnati un Oscar e un “Orso d’oro” alla carriera.
Nella sua produzione, come emergerà nell’iniziativa ligure, Wajda ha tratteggiato una cronaca dell’evoluzione politica e sociale della sua Polonia con sensibilità e fervore, e senza scendere a compromessi. (Marco Fornara)
© Riproduzione riservata



