Schwarzenegger? Roba da museo

La casa d’infanzia di Arnold Schwarzenegger, in Austria, è diventata un museo. E la cosa fa una certa impressione, considerando che l’oggetto di tanta attenzione [...]

La casa d’infanzia di Arnold Schwarzenegger, in Austria, è diventata un museo. E la cosa fa una certa impressione, considerando che l’oggetto di tanta attenzione è vivo e gode di ottima salute, anzi ha da poco festeggiato il suo 64mo compleanno, ed il regalo è stato, neanche a dirlo, l’apertura della casamuseo a Thal, vicino alla città di Graz.

Una casa di campagna, modesta, senza elettricità nè acqua corrente; dalla “profonda” Austria star hollywoodiana cominciò la sua avventura umana, e da lì partì nel 1966 per inseguire in America il sogno di diventare Mister Universo. Ci riuscì.  Tra i cimeli esposti: il suo letto d’infanzia, una Harley Davidson di uno dei film di Terminator, alcuni dei suoi primi manubri da culturista, la spada di Conan il Barbaro e una copia della scrivania che ha usato come governatore della California. Ma ci sono anche la toilette originale e una cucina degli anni ‘50 con un lavabo e brocche per la raccolta dell’acqua.

E siccome che è stato in quella casa che il giovane Arnie ha cominciato la sua “dura” attività di bodybuilder ecco l’esposizione dei trofei e della fotografie di suo primi giorni da muscolato. Lo spettro di Schwarzy aleggia ovunque e tanto per lasciare ai visitatori certificazione del compiuto “pellegrinaggio” il culmine del percorso è il modello a grandezza naturale di Terminator.

E spazio alle polemiche perché se è vero che ognuno ha le icone che si merita è altrettanto vero che non tutti gli autriaci hanno accolto con orgoglio la cosa. Tra i motivi di maggiore dissenso il fatto che il museo abbia anche una sezione dedicata al periodo di Schwarzenegger come governatore della California, sezione dov’è appunto esposto il facsimile della sua scrivania.

E proprio alcune delle sue scelte da governatore sono state controverse, su tutte il sostegno alla pena di morte. Nel 2005 la vicina città di Graz tolse il suo nome dallo stadio dopo che aveva respinto le suppliche per risparmiare la vita ad un capogang californiano.  
Per Helga Foster, coordinatrice del museo, il popolo austriaco dovrebbe essere orgoglioso della parabola di un ragazzo di fattoria dalla carriera tanto emozionante. Beh se Arnie fosse stato anche un bravo attore qualche ragione frau Foster l’avrebbe avuta.

 

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