Momenti di gloria. Chi ha detto che possono essere vissuti solo da uomini e donne, e non, per esempio, da un cavallo? Sabato a Siena, prima delle batterie del “Palio dell’Assunta” in programma martedì, Berio, quattro vittorie su sei carriere disputate, darà vita a un giro d’onore in piazza del Campo.
Sarà un lungo ponte di Ferragosto indimenticabile per chi sceglierà di trascorrerlo nella città toscana. Quell’esemplare, che
nell’occasione sarà accompagnato da Lorenzo Giovani, il “Ricciolino”, uno dei suoi allenatori, è entrato nella leggenda della manifestazione vincendo, tra il 2002 e il 2005, con la Tartuca, il Bruco (due volte) e la Torre.
Sempre montato dal fantino Luigi Bruschelli, detto “Trecciolino”. Proprio nel 2005 il barbero, che oggi ha 14 anni, centrò una storica doppietta aggiudicandosi sia la gara del 2 luglio che quella del 16 agosto.
“L’amore della gente verso questi animali – sostiene il sindaco Franco Ceccuzzi – può essere apprezzato soltanto conoscendo nel profondo la nostra festa. Non a caso tutte le amministrazioni hanno sempre messo in campo il massimo sforzo per migliorare la sicurezza.
E poi ci sono le emozioni e i ricordi che ci legano ai destrieri: indipendentemente dai risultati che hanno ottenuto, hanno segnato la storia personale di ogni contradaiolo.
Siena non si dimentica dei suoi “eroi””.
E’ un’edizione storica quella che sta per andare in scena. Sono infatti sette secoli tondi tondi da quando la “Maestà” di Duccio di Buoninsegna è stata collocata sull’altare maggiore della cattedrale.
E’ a quest’evento del giugno 1311 che è dedicata la competizione il cui “drappellone” – il rettangolo di seta dipinto assegnato ai trionfatori è chiamato anche “cencio” – è stato realizzato da Francesco Carone, senese di 36 anni. Formatosi a Firenze all’”Accademia delle belle arti”, è considerato uno tra gli artisti più interessanti del panorama nazionale dove si distingue per la sua capacità di sperimentazione e d’avanguardia.
E ha sempre mantenuto un legame con la storia e con il mondo delle contrade.
I prossimi giorni saranno senza un attimo di respiro. E vedranno anche rafforzarsi storiche inimicizie. Il prossimo momento sarà la “tratta”, l’operazione con cui vengono abbinati gli animali ai dieci rioni.
La sorte ha “premiato” Giraffa, Bruco e Nicchio che duelleranno con quelli che già sapevano di essere al via: Torre, Pantera, Chiocciola, Istrice, Lupa, Aquila e Leocorno. Verrà poi l’ora delle prove: una al mattino, attorno alle nove, e una alla sera, verso le sette e mezza.
La prima è prevista sabato. Dopo la quinta, la “generale”, si terrà una maxi cena propiziatoria in ogni quartiere. L’ultima, la sesta, la “provaccia”, è in calendario dopo la “messa del fantino” celebrata dall’arcivescovo Antonio Buoncristiani alle 8 del giorno del Palio nella cappella adiacente il municipio. Invece sarà alle 15, nelle chiese di ogni contrada, che verranno benedetti i cavalli.
Comparse e figuranti avvieranno quindi il corteo storico soffermandosi in piazza Salimbeni, al Casino dei Nobili, davanti a palazzo Chigi Saracini e in piazza del Duomo dove i diversi gruppi si riuniranno per poi approdare, dalle 17 in avanti, in piazza del Campo.
Sarà lo scoppio di un mortaretto ad annunciare l’uscita degli esemplari dall’Entrone, il cortile del Podestà. A ogni fantino andrà un nerbo di bue per incitare il proprio cavallo o anche ostacolare gli avversari.
La decima contrada entrerà “di rincorsa” decidendo il momento il cui il mossiere (il confermato Bartolo Ambrosione) farà scendere i canapi.
I tre giri sulla pista di tufo, suppergiù mille metri, verranno percorsi in un amen. Anche i destrieri “scossi”, ossia senza fantini, potranno regalare il successo ai loro colori. (Marco Fornara)
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