I passanti gongolano ma ai critici d’arte gli si sono drizzati capelli, l’enorme statua di Marilyn Monroe collocata su Michigan Avenue, a Chicago, offende il buon gusto ma fa bene al turismo. Alta otto metri, realizzata in acciaio e alluminio dipinto, riprende la celebre scena di “Quando la moglie è in vacanza”, con Marilyn sulla griglia della metropolitana e l’abito bianco che svolazza lasciando le gambe nude. Ma cosa c’entra Chicago con un’immagine ripresa a New York?
Tuttavia, ad un mese dalla sua collocazione in uno spazio privato ma ben visibile al pubblico, la statua è finita dritta nella lista delle cose da vedere in città.
Volgare, maschista, pornografica, sono alcune delle critiche apparse sulla stampa locale, che peraltro ha rimarcato come la maggior parte delle persone tra gli sghignazzi vada a sbirciare sotto la gonna cercando d’individuare le mutandine. Decisamente troppo.
Artefice dell’opera è Seward Johnson, noto per aver concepito opere simili, come quella collocata a San Diego (vedi foto) che riprende lo scatto iconico di Victor Jorgensen del marinaio che festeggia baciando un’infermiera la vittoria degli Stati Uniti sul Giappone, nel 1945.
Nel 1980, due sculture collocate nel Connecticut gli valsero l’accusa di razzista e sessista. Una raffigurava un bambino che sfoglia una rivista erotica; l’altra raffigurava un giovane nero con un enorme stereo incollato all’orecchio, una posa che i gruppi afro-americani descrivono come stereotipata e insultante.
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