Ancora parata di star a Locarno. Dopo il colpo grosso di ritrovare assieme Indiana Jones e 007 (alias Harrison Ford e Daniel Craig) il festival si concede ancora alla vetrina.
“Lasciate in pace le tigri”, il grido di dolore lanciato da Sandokan – Kabir Bedi nel suo incontro col pubblico e mentre stasera si aspetta Gèrard Depardieu per un tributo in piazza Grande al suo lavoro con Maurice Pialat, ieri al centro dei riflettori c’è stata l’attrice francese Isabelle Huppert, che ha ricevuto l’Execcelence Award Moet & Chandon.
Felice di ritrovarsi, in quello “studio hollywoodiano con tante mucche“, ha detto citando Godard, uno dei registi che l’hanno esaltata (assieme a Chabrol e Haneke), l’attrice ha parlato anche di presente e futuro.
Ha appena finito di girare con registi di nicchia come Hong Sang – Soo, un film senza neppure la sceneggiatura, e il filippino Brillante Mendoza e confermato la sua predilezione per i ruoli drammatici.

Isabelle Huppert con Olivier Pére, direttore del fesival. Excellence Award Moët&Chandon © Festival del film Locarno / Pedrazzini
Ieri al Festival è passato – fuori concorso – Milano 55,1 cronaca di una settimana di passioni a cura di Luca Mosso e Bruno Oliviero. Un’ opera collettiva e autofinanziataispirata alle ultime elezioni milanesi.
Il titolo fa riferimento sia alla percentuale dei voti ottenuta da Pisapia sia al numero dei registi che hanno collaborato alla sua realizzazione. 100 ore di girato, curate al montaggio da Carlotta Cristiani e Valentina Andreoli. Il film segue da vicino due personaggi chiave Matteo Salvini (Lega Nord) e Stefano Boeri (PD), un candidato per schieramento e dal carattere molto diverso.
Terzo protagonista, il Corriere della Sera, con la ripresa delle riunioni di redazione dove si fa il punto di quel che stava accadendo in città.
Per chi vuole saperne di più: www.milano30maggio.it.
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