Teofilo Patini in mostra a Rivisondoli. Il pittore che dà il nome a uno stadio

Scuole sì, stadi no. E’ normale che un istituto didattico venga intitolato a un artista. Ma è un caso più unico che raro che lo [...]

Scuole sì, stadi no. E’ normale che un istituto didattico venga intitolato a un artista. Ma è un caso più unico che raro che lo stesso succeda a un campo sportivo. E invece l’impianto di Castel di Sangro porta il nome di Teofilo Patini, considerato dai critici l’iniziatore della pittura sociale in Europa.

A lui è dedicata la mostra “Bestie da soma, studi e inediti” che, curata dal professor Cosimo Savastano, sarà visitabile da sabato al 4 settembre al polo civico museale di Rivisondoli, in provincia di L’Aquila.

Bestie da soma, studi e inediti

L’esposizione comprende una selezione di opere conosciute, che si affiancano appunto agli studi e agli inediti, dell’illustre pittore abruzzese dell’Ottocento che usò il suo lavoro come una specie di megafono per urlare al mondo le misere condizioni di vita del suo popolo.

I quadri permetteranno ai visitatori di compiere un singolare viaggio attraverso “il percorso che indusse a trasformare il piccolo, oscuro, centro di montagna in cui era nato – così sostiene lo stesso Savastano – nell’osservatorio privilegiato dal quale gli riuscì di comprendere i problemi che affliggevano l’Italia, e in particolare il Meridione contadino e pastorale del suo tempo.

Ciò fino a offrirne la cronaca cruda e oggettiva con cui seppe dar voce alle nuove istanze, riuscendo perfino a scuotere le coscienze dei responsabili delle sorti del nostro Paese”. Il “protagonista” di quest’evento nacque ad appena 16 chilometri da Rivisondoli, proprio a Castel di Sangro dove gli è recentemente stato reso omaggio anche con una statua collocata nella piazza centrale.

Da autentico socialista qual era, con i suoi dipinti ritrasse la civiltà agricola della sua regione mettendo in rilievo la profonda povertà della gente per altro animata da notevole capacità di resistenza e di sacrificio.

Proprio “Bestie da soma”, uno dei suoi lavori, fa parte della trilogia sociale insieme a “Vanga e latte” e “L’erede”.

Si dedicò comunque anche alla rappresentazione d’immagini sacre, e si deve a lui l’affresco dell’aula magna dell’Università di Napoli. (Marco Fornara)

Lo stadio

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