Eccoci all’approdo di un agosto dal rituale scontato, il rituale delle vacanze e delle code in autostrada, delle città deserte e delle spiagge straboccanti, l’agosto dell’immaginario che con la realtà combacia sempre a lembi alterni.
Perché il rituale per perpetrarsi richiede quantomeno uno sforzo di fantasia considerando che saranno tanti, più della metà dicono le indagini, gli italiani che al rito delle vacanze di sottrarranno, e non tutti per scelta.
Ma l’idea di vacanza non è mai univoca. Al MAXXI di Roma (museo delle arti del XXI secolo www.fondazionemaxxi.it ) fino al 25 settembre sono undici fotografi a raccontarcela.
O meglio, ci raccontano l’Italia delle vacanze. L’Italia delle spiagge e delle gite, delle feste d’estate e dei parchi acquatici, l’Italia dei borghi e delle città d’arte assediate.
Undici sguardi critici, talvolta ironici che si soffermano sul paesaggio contemporaneo, su cosa sia diventato col turismo di massa il bello del Bel Paese.
Curata da Francesca Fabiani, la mostra L’italia va in vacanza attraverso 80 fotografie dalla collezione permanente del museo regala un viaggio dalla Sicilia al Trentino tra vizi e virtù del “fare vacanza”.
Nunzio Battaglia cattura le vacanze degli agriturismo in collina e delle case nei borghi medievali ristrutturati. Il turismo di ex dirigenti d’azienda che in mulini ricablati confezionano marmellate, luoghi in cui le parole magiche sono atmosfera antica, tenuta patrizia e distacco dal mondo. Bruna Biamino ha invece lavorato sul litorale toscano, nel mese di ottobre. Un paesaggio fuori stagione, silenzioso, vuoto, essenziale.
Sulla costa tra Marche e Abruzzo, Giancarlo Ceraudo costruisce un racconto dal ritmo cinematografico attraverso un viaggio in macchina fatto di incontri e sensazioni, di paesaggi che corrono ai bordi dell’autostrada, di soste mattutine al bar del porto e di tappe fugaci in spiagge vuote.
L’indagine di John Davies si dipana sul litorale tra Roma e Napoli in una rappresentazione cruda e impietosa di quel turismo di massa che ha rotto l’incanto della costa pontina.
L’americano Alex MacLean volando a bassa quota leggere il territorio da una prospettiva inedita dove le coste dell’Italia centrale, dal Tirreno all’Adriatico in pieno picco stagionale assumono bizzarre geometrie multiformi e colorate.
Per Walter Niedermayr al centro dell’obiettivo c’è il dialogo squilibrato tra natura e l’uomo; mentre l’esplorazione del paesaggio per Obiso è occasione per fare emergere la “magia dei luoghi” che il fotografo rappresenta privilegiando tracce minime. Francesco Radino racconta le vacanze di un giorno, magari in un parco tematico. Sovrapponendo più scatti modifica la lettura della realtà evidenziando una dimensione onirica.
Nel reportage di Fabio Ponzio lungo la costa tra Rimini e Trieste viene evidenziato il paradosso culturale delle vacanze nella loro estraneità alla tutela del paesaggio. Emerge la natura piegata alle esigenze turistiche dove la spiaggia diventa una distesa di ombrelloni, un porto naturale una distesa di cemento, un’area verde un parco acquatico. Luoghi sovraffollati dove il regna il conformismo vacanziero negli scatti di Massimo Vitali che riprende piscine, parchi, discoteche, spiagge , mentre Fulvio Ventura concentra il suo sguardo su Venezia e su un’idea di consumo turistico che malgrado le prorompenti manifestazioni del kitsch non riesce a sovrastare l’incommensurabile fascino della città.
E comunque sia… buone vacanze.
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