Una mostra itinerante dai percorsi insoliti “ e Diego Rivera: Capolavori della Collezione Gelman”, ospitata dal museo d’arte moderna più interessante dell’Inghilterra del Sud, la Pallant House gallery di Chichester (West Sussex – www.pallant.org.uk ) fino al 2 ottobre. Nei mesi seguenti la si ritroverà al museo Pera di Istanbul, e quindi al Museum of Modern Art di Dublino. Per chi fosse in zona, una deviazione è consigliata. A dare spettacolo è l’unione turbolenta di Frida Kahlo (1907 – 1954) e Diego Rivera(1886 – 1957), due vite intimamente legate da un matrimonio, un divorzio e nuove nozze, e da una devozione condivisa per il Messico, per l’arte e la politica. Ma non provate con ciò a cercare i segni di una reciproca influenza, perché non ne troverete. Troppo forti erano le personalità individuali per non
mantenere ciascuno un’identità artistica separata, eppure entrambi sono le due figure centrali del Modernismo messicano.
Pochi artisti hanno catturato l’immaginazione del pubblico con la stessa forza della pittrice Frida Kahlo e del marito, Diego Rivera. Miti tramandati non solo dalla loro opera, pure significativa, ma anche dall’attiva partecipazione alla vita del loro tempo, dalle amicizie, e dai i conflitti con figure di primo piano della cultura e della politica, e poi il loro prorompente piano fisico e la natura vivace di entrambi. Il loro lavoro parla di un orgoglio messicano alimentatosi sugli ideali della rivoluzione del 1910 e di un impegno per migliorare le condizioni dell’uomo comune. Rivera è un possente eroe socialista, famoso per i suoi grandi murales politici raffiguranti lavoratori e lotta di classe. Frida invece è un’icona femminista, ha dipinto essenzialmente se stessa ma è stata capace di presentare una panoramica fortissima sul ruolo femminile e di affrontare – partendo proprio dalla sua pesante condizione di vita. Vittima di un incidente a 17 anni, che le arrecò tra l’altro una frattura alla spina dorsale, Frida passò l’esistenza tra dolorose operazioni e lunghi periodi d’immobilità - le questioni universali dell’amore, del dolore e della sofferenza. La mostra comprende immagini chiave di Kahlo come l’autoritratto con Scimmie, l’autoritratto come Tehuana o Diego nei miei pensieri, nel quale incide col segno nero sulla sua fronte il ritratto dell’amore di una vita, sembra una stimmata. E poi il lavoro di Rivera, come le meravigliose calle del 1943, o anche il ritratto di Natasha Gelman, dello stesso anno, dove la collezionista è ritratta come una diva di Hollywood. Dalla raccolta che questa mise assieme col marito Jacques, almeno 300 opere che assieme rappresentano la più significativo raccolta privata al mondo di arte messicana del XX secolo, arrivano i dipinti in esposizione. A corredo del tutto le immagini di un’altra coppia messicana, i fotografi Manuel Alvarez Bravo e Lola Alvarez Bravo, e poi una selezione di foto di architettura di Guillermo Kahlo, padre di Frida.

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