La televisione d’estate, una miniera di riscoperte, e che Rai5 mandi in onda l’ultimo sabato di luglio – bollino nero sulle autostrade e chi resta in città probabilmente esce – un programma di qualità superiore come Il teatro in Italia di Fo e Albertazzi, non è un’ottima notizia. Ma questa è un’altra storia, in quanto al programma, invece, mandato in onda la prima volta su Rai2 nel 2004, è di quelli inseriti di diritto nella categoria “imperdibili”.
Non un racconto teatrale ma il Teatro che diventa racconto, la storia del teatro, un viaggio affascinante che nasce con l’uomo – probabilmente il primo attore della storia fu il cavernicolo che raccontava attorno al fuoco le sue avventure di caccia, gonfiandole quanto basta per farne show – e arriva all’homo tecnologicus.
A tenere le fila della storia sono Dario Fo e Giorgio Albertazzi, l’appuntamento è per sabato 30 luglio, ore 21, su Rai5. Unendo epoche e generi, passato e presente, tradizione e contemporaneità i due maestri (un secolo e passa di carriera in due) accompagnano il pubblico in un viaggio tra reale e virtuale. Viertuale, una sorta di limbo, è lo studio, contenitore complessivo che apre finestre su set teatrali concreti (piazze, palcoscenici, teatri), invito a voler “toccare” la materia di cui è fatto il teatro – mattoni, marmi, legno, velluti… – e dove risuonano le parole che ne hanno rappresentato l’anima.
Nella prima puntata, intitolata “Macchi, pappi e sirene in Magna Grecia”, Albertazzi ricalca le orme dei coloni greci lungo le coste dell’Italia meridionale e ripercorre la storia dei loro miti, da Ulisse e Circe alle sirene. Il loro grande teatro incontra quel “fare teatro” che era originale degli italici. Dall’unione fra la tragedia
e la commedia greche e le rappresentazioni comiche delle atellane, dei fescennini, della satira e dei mimi, nasce il teatro fliacico: il seme di tutto il futuro teatro romano e non solo. Per scoprire quanto c’è di dionisiaco e di irriverente, di vecchio e di nuovo, in questo teatro che sta fiorendo.
Le riprese, con la regia di Roberto Capanna, sono state effettuate nel Teatro Grande di Pompei e a Ischia, con Luisa Corna nei panni della maga Circe e la partecipazione di Gianfranco Barra.
Nella seconda puntata, intitolata “Mimi, poeti e gladiatori”, trasmessa in coda alla prima sempre sabato 30 luglio, lungo le strade di Pompei, dal Teatro Grande all’Arena dei gladiatori, passando per la Villa dei Misteri, è ancora Albertazzi a raccontare lo splendore della scena e il genio degli autori romani, i pettegolezzi e le leggende sugli spettacoli e sui grandi attori, i segreti del mestiere, gli intrecci fra teatro e i palazzi del potere. Per dimostrare come anche il teatro romano si avvii alla decadenza fra il sangue dei gladiatori e i divieti, le proibizioni e le condanne.
Nella puntata successiva sarà Dario Fo a raccontare il teatro dei primi secoli di cristianesimo, dei conventi e dei giullari alla corte di Federico II.
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