La reggia di Versailles e il musée Gaillera presentano la mostra Le XVIIIe au goût du jour dedicata all’influenza del secolo dei lumi, il Settecento, sulla moda attuale in un viaggio che passa dal haute couture al prêt-à-porter.
I modelli di grandi creatori del Ventesimo secolo dialogano con le creazioni e gli accessori del Diciottesimo secolo raccontando come
l’ancien regime sia tutt’altro che “anziano” ma quanto mai giovane ed attuale.
Non vi è stato secolo più sfacciatamente glamour, sfrontato, irriverente del settecento con i suoi libertini, Casanova e il marchese De Sade.
Parrucche, ventagli, ciprie, nei finti, profumi, broccati, damascati corsetti, linee baroccheggianti, tutto ha inizio in quell’ epoca, unica, irripetibile. Si assistette al trionfo di quello stile rococò che mai più rivedremo, un unicum nella storia della moda.
Una fonte d’ispirazione ineguagliabile per i couturier, la lista è davvero lunga e basti pensare a Vivienne Westwood, non vi è collezione che non abbia attinto dalle linee settecentesche.
Muse ispiratrici intramontabili la regina di Francia Maria Antonietta, Madame de Pompadour, Madame du Barry che all’ epoca dettarono le regole dello stile.
La spregiudicata passione per i vestiti di Maria Antonietta è stata portata in scena recentemente dal film di Sofia Coppola che ha il merito di aver tratteggiato un ritratto della famosa regina di Francia dove la frivolezza e la passione per la moda divengono gioco, allegria, gioia di vivere.
E nella lista dei couturier innamorati del Settecento troviamo vere star.
Nicolas Ghesquière per Balenciaga, marchio storico che riesce a mantenere originalità e innovazione, non si sottrarre al fascino del secolo dei lumi e reinterpreta il settecento vestendo le donne ispirandosi alla moda maschile, spesso le sue donne sembrano dei piccoli marchesi con l’attenzione soprattutto ai volumi e al gioco delle asimmetrie.
Ci sono poi i broccati riportati in auge da Cristian Lacroix e mentre Dior si ispira alle decorazioni settecentesche per impreziosire gli abiti di seta, Jean-Paul Gaultier riporta in auge addirittura il panier che serviva da sostegno per creare il volume delle gonne mostrandolo, sarcasticamente, con quel gusto irriverente che lo contraddistingue.
Thierry Mugler fa del corsetto il cuore pulsante delle sue creazioni facendolo diventare una sorta di luminosa corazza quasi spaziale.Lo stilista, ancor più famoso per aver lanciato Angel, uno dei profumi più venduti al mondo, oscillando tra uno stile dark e spaziale, è presente in mostra con numerosi abiti neri strepitosi, tra le migliori sue creazioni, a testimoniare che quando gli stilisti strizzano l’ occhio alla moda del settecento danno davvero il meglio di sé.
Non poteva mancare all’appello Yves Saint Laurent con un abito nero della collezione haute couture del 1996 e poi ancora Karl Lagerfeld per Chanel, Olivier Theyskens per Rochas; Martin Margiela, Azzedine Alaïa, Alexander McQueen per Givenchy, e Yohji Yamamoto.
La celebre robe à la française insieme alle creazioni contemporanee riempiono le stanze della Reggia di Versaille in un percorso che evoca fasti d’altri tempi e tra quelle sale rivestite di marmi e specchi quasi sembra di sentire il fruscio delle ampie gonne, i sospiri trattenuti per i troppo stretti corsetti e i ventagli variopinti che smuovono il flebile vento di una moda che aleggia nell’ aria ancora oggi. (Virginia Zullo)
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