Ha avuto e continua ad avere un successo planetario. Acquistata in milioni di pezzi in tutto il mondo, Barbie, è la bambola che ancor oggi diverte e fa sognare bambine di ogni razza.
Un mito che non ha accusato cedimenti e neppure crisi e che ha fatto discutere psicologi e pedagogisti.
Ma oggi la celeberrima bambola è in lutto per la morte di uno dei suoi creatori. E’ morto, infatti, a 95 anni Elliot Handler, americano, cofondatore della Mattel.
Mattel che è proprio la fabbrica di miss Barbie e dei suoi numerosi amici (sorella, amico e dei “centomila” accessori – dal camper alla piscina alla casa ai mobili agli strumenti per il trucco o agli abiti svalillanti) con i quali, sin dagli anni ’50, hanno giocato milioni di bimbe. Ma il nome – e non solo quello – non è di Handler bensì della moglie Ruth.
Comunque, abbozzata la bambola, fu subito colpo di fulmine tra lei e mister Elliot al punto tale da decidere di produrla in larga scala. E iniziò, in questo modo, la conquista del pianeta da parte di Barbie e C. intorno alla quale migliaia di designer, copyright, manager lavorarono e continuano a lavorare ormai da sessant’anni. Ma perchè quel nome Barbie?
Come accennato Ruth ed Elliot Handler l’avrebbero battezzata in onore alla figlia Barbara.
Ma non è tutto. Pare che Barbie sia nata in Germania sul finire della guerra. Un giornale femminile tedesco – almeno è quanto sostiene qualche collezionista ben informato – propose alle lettrici la bambolina che doveva servire per confezionare abiti, dapprima in scala ridotta provandoli proprio su quel “modellino” simile alla Barbie attuale, prima di realizzarli per loro. Di fatto. comunque, Barbie è un fenomeno che non è ancora tramontato. Anzi. Continuerà sicuramente a far giocare e sognare chissà quante altre bambine.
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