Premio Bancarella, ecco la sestina che domenica si giocherà la finale | Trame

Domenica nella piazza di Pontremoli si terrà la finale della cinquantanovesima edizione del Premio Bancarella, a giocarsi il riconoscimento assegnato dai librai è una sestina [...]

Domenica nella piazza di Pontremoli si terrà la finale della cinquantanovesima edizione del Premio Bancarella, a giocarsi il riconoscimento assegnato dai librai è una sestina  tutta italiana nella quale prevalgono i testi ispirati alla storia, libri che,  si legge in un comunicato “ secondo il giudizio dei librai, sono interpreti attenti e sensibili del gusto del pubblico dei lettori”, i grandi lettori, ovvero i 200 librai indipendenti chiamati alla selezione finale, dovranno scegliere tra:

”A piccoli colpi di remo” di Alberto Cavanna (Arte Navale)Gli uomini, le loro vicende, i loro sentimenti e il mare in trenta straordinari racconti scritti da Alberto Cavanna nell’arco di molti anni.

Il Mare è il vero protagonista di queste storie, lo sfondo sul quale si muovono i diversi personaggi colti nell’attimo cruciale in cui la loro vera umanità si svela sotto gli occhi del lettore.

Una sorta di final cut, di corto circuito, quando provenienza, convenzioni, ipocrisie si sciolgono per lasciare spazio a un momento liberatorio degno di rappresentare il paradigma della loro intera esistenza.

 

 ”Lepanto” di Alessandro Barbero (Laterza) -  «Non appena in Occidente si sparse la voce della prossima uscita della flotta turca, papa Pio V decise che quella era l’occasione buona per realizzare un progetto che sognava da tempo: l’unione delle potenze cristiane per affrontare gli infedeli in mare con forze schiaccianti, e mettere fine una volta per tutte alla minaccia che gravava sulla Cristianità.

Quando divenne sempre più evidente che la tempesta era destinata a scaricarsi su Cipro, il vecchio inquisitore divenuto pontefice, persecutore accanito di ebrei ed eretici, volle affrettare i tempi.»

È la primavera del 1570. Un anno e mezzo dopo, il 7 ottobre 1571, l’Europa cristiana infligge ai turchi una sconfitta catastrofica. Ma la vera vittoria cattolica non si celebra sul campo di battaglia né si misura in terre conquistate.

L’importanza di Lepanto è nel suo enorme impatto emotivo quando, in un profluvio di instant books, relazioni, memorie, orazioni, poesie e incisioni, la sua fama travolge ogni angolo d’Europa.

Questo libro non è l’ennesima storia di quella giornata. È uno straordinario arazzo dell’anno e mezzo che la precedette. La sua trama è fatta degli umori, gli intrecci diplomatici, le canzoni cantate dagli eserciti, i pregiudizi che alimentavano entrambi i fronti, la tecnologia della guerra, di cosa pensavano i turchi dei cristiani e viceversa.

Per tessere i suoi fili ci sono volute la prosa appassionante e la maestria rara di Alessandro Barbero.

”La fine del mondo storto” di Mauro Corona (Mondadori) –  Un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti il petrolio, il carbone e l’energia elettrica.

È pieno inverno, soffia un vento ghiacciato e i denti aguzzi del freddo mordono alle caviglie. Gli uomini si guardano l’un l’altro, hanno occhi smarriti e il terrore stringe i loro cuori. E ora come faranno? La stagione gelida avanza e non ci sono termosifoni a scaldare, il cibo scarseggia, non c’è nemmeno più luce a illuminare le notti. Le città sono diventate un deserto silenzioso, senza traffico e senza gli schiamazzi e la musica dei locali.

Rapidamente gli uomini si accorgono che tutto il benessere conquistato, fatto di oggetti meravigliosi e tecnologia all’avanguardia, è perfettamente inutile.

Circondati dal superfluo e privi del necessario, intuiscono che una salvezza esiste, ma si nasconde in un sapere antico, da tempo dimenticato.

 

”Il romanzo dei Mille” di Claudio Fracassi (Mursia) – Per le cancellerie europee erano «una banda di filibustieri».

Per Cavour la loro era un’impresa «folle». Quando, nel maggio del 1860, sbarcarono a Marsala 1089 garibaldini – senza divise, con vecchi fucili quasi inservibili, poche munizioni, pochissimi soldi – la loro vittoria sull’esercito borbonico delle Due Sicilie pareva una missione impossibile.

Con gli occhi stupefatti dei volontari venuti dal Nord, e attraverso i loro racconti, IL ROMANZO DEI MILLE di Claudio Fracassi (Mursia) ripercorre quelle ore e quei giorni: il finto sequestro delle navi a Genova, la tumultuosa traversata, la fredda accoglienza iniziale e il crescente entusiasmo di una popolazione sconosciuta, la fame e le pene degli accampamenti, le paure e il sangue delle lotte corpo a corpo, le barricate di Palermo.

Sullo sfondo, gli intrighi della diplomazia, lo sgretolamento del regime dei Borboni, il febbrile interesse dell’opinione pubblica europea.

L’impresa che fece l’Italia Unita ricostruita come uno straordinario romanzo d’avventura.

 

 ”Dictator – Il trionfo di Cesare” di Andrea Frediani (Newton Compton) - Nonostante la grande vittoria di Farsalo e la morte di Pompeo, per Cesare la guerra civile non è finita.

I suoi oppositori si sono asserragliati in Africa, e da lì preparano la riscossa. Così, dopo aver spazzato via la minaccia del re del Ponto, Farnace, e sedato la rivolta dei soldati, esasperati dai continui rinvii del loro congedo, il dittatore non ha altra scelta che andare ad affrontare i suoi nemici.

La campagna africana si rivela durissima, anche perché Cesare è costretto a fare i conti con il suo stesso declino: la resistenza degli avversari, infatti, mette a nudo i limiti del suo comando, ormai logorato da anni di guerra e di lotte.

Ancora una volta, tuttavia, grazie alla sua buona stella e soprattutto al concreto aiuto di chi lo sostiene, dal fedele germano Ortwin ai suoi luogotenenti più segreti , il dittatore riesce a vincere la guerra, eliminare gran parte degli oppositori e tornare a Roma da trionfatore. Eppure, qualche nemico ancora sopravvive. Ed è in Spagna che avviene la resa dei conti tra il dittatore e chi ancora rifiuta di accettare il suo potere.

Nell’ultima, drammatica battaglia combattuta da Cesare nella sua lunga carriera militare, giunge a conclusione la saga di Cesare e Tito Labieno, e si compiono i destini di Pompeo il Giovane, di Quinto Labieno, figlio di Tito, e dei germani Ortwin e Veleda.

 

‘Non chiedere perche”’ di Franco Di Mare (Rizzoli) – Questa storia si sviluppa a Sarajevo, in piena guerra fratricida della ex Jugoslavia, nell’estate del 1992, quando i cecchini sono appostati dietro ogni persiana, le granate dilaniano interi quartieri. Con la ferita di un matrimonio fallito ancora aperta, Marco De Luca è l’unico fra i suoi colleghi giornalisti ad aver accettato l’incarico di inviato per la televisione italiana in questo inferno.

Raccontare la complessità dei Balcani in novanta secondi al Tg è impossibile, perciò non resta che denunciare l’inaudita barbarie. Come quella del bombardamento sull’orfanotrofio, dove Marco si precipita a realizzare un servizio.

Ma questa volta il filmato, paradossalmente, non ha nulla di drammatico. Come è possibile? In quella camerata piena di culle, Marco è rimasto colpito da un particolare che nessuno ha notato: c’è un’unica bimba bruna, mentre tutti gli altri sono biondi. E proprio quella bimba bruna lo spinge a inseguire, con un pizzico di follia, quello che a tutti appare un sogno irragionevole.

Nell’inferno di Sarajevo,un uomo in fuga da se stesso e una bambina abbandonata. Un fatale intreccio di destini, ispirato a un’ emozionante storia vera.

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