Città Sant’Angelo: dal 13 arte e film

CITTA’  SANT’ANGELO (Pe) – Dal 13 prossimo al 10 settembre, per la rassegna “Il grado zero dello sguardo” va in scena” Primo naufragio: cinema e [...]

CITTA’  SANT’ANGELO (Pe) – Dal 13 prossimo al 10 settembre, per la rassegna “Il grado zero dello sguardo” va in scena” Primo naufragio: cinema e arti visive” al museo laboratorio – ex manifattura tabacchi di Città Sant’Angelo, ideata da Enzo De Leonibus a cura di Maurizio Coccia, Enzo De Leonibus, Giuseppe Di Liberti, Domenico Spinosa. Una manifestazione culturale pluridisciplinare, che unisce cinema, arti visive, editoria, dibattiti, didattica museale. La mostra è pensata come una costellazione di luoghi, nei quali si espongono delle relazioni, delle intermediazioni: un film, un’opera, un concetto agiscono tra loro per proporre al visitatore un percorso critico sulle emergenze della ricerca visiva di oggi. Il che significa pensare l’allestimento come un montaggio critico. In tale prospettiva, possiamo capire un’immagine, e un’opera, soltanto nella reazione – chimica, in un certo senso – con altre immagini e opere. A ognuna delle opere selezionate viene abbinato un film. Le coppie così formate vengono accostate anche fisicamente, convivendo nello stesso spazio. Di volta in volta, a seconda delle necessità curatoriali, i film saranno proiettati o trasmessi su monitor. Brevi schede tecnico-esplicative saranno messe a corredo di ogni coppia e a completamento del percorso espositivo. Questi gli artisti e i film: Emanuela Barbi: Primavera – estate – autunno – inverno… e ancora primavera di Kim Ki Duk; Romano Bertuzzi: Il mestiere delle armi di Ermanno Olmi; Bruna Esposito: Dolls di Takeshi Kitano; Massimo Vitangeli: Babel di Gonzalez Inarritu; Yonel Idalgo Perez:  Tetro di Francis Ford Coppola; Damiano Colacito: Valzer con Baschir di Ari Folman; Matteo Fato: Inland Empire di David Lynch; Fabrizio Segaricci: La bocca del Lupo di Pietro Marcello; Mariuccia Pisani: Le Conseguenze dell’amore di Paolo Sorrentino; Giuseppe Stampone: My son my son what have ye done di Werner Herzog; Barbara Esposito e Franco Fiorillo: Dogville di Lars von Trier; Zidane di Douglas Gordon e Philippe Parreno

© Riproduzione riservata

Leggi anche...

Tag