Arte in 3D. “Progetto scultura” a Rimini

Per quasi tre mesi, a Rimini, si potrà godere di una parziale, ma stimolante, panoramica della scultura italiana contemporanea. Dal 16 luglio al 2 ottobre [...]

Per quasi tre mesi, a Rimini, si potrà godere di una parziale, ma stimolante, panoramica della scultura italiana contemporanea. Dal 16 luglio al 2 ottobre la splendida rocca malatestiana di Castel Sismondo, ospiterà la prima edizione della mostra “Progetto scultura”.

Le rassegne dedicate a questa forma d’arte sono relativamente poche, tanto più che l’arte contemporanea ha da tempo abbattuto ogni barriera tra le espressioni. Cos’è scultura e cosa non lo è? Gli assemblaggi polimaterici, ad esempio, sono scultura?

Insomma, oggi può diventare persino difficile fornire definizioni.

L’evento riminese, di cui sono protagonisti 21 artisti tra affermati ed emergenti, è stato idealmente ripartito in sezioni che spaziano dalla storia alle figure e agli oggetti sino all’astrazione, all’ironia e alla pubblicità.

Marco Lodola, Serendipity

Ecco allora i lavori di Girolamo Ciulla, che sta compiendo una complessa ricerca sulle origini simboliche della statuaria antica, e di Chris Gilmour, Marco Cornini, Aron Demetz  e Michelangelo Galliani, artisti che sono concentrati essenzialmente sulla figura. Come per altro Giuseppe Bergomi e Sergio Monari: un’intelligente dimostrazione di quanto il rapporto con la storia possa attualizzarsi sempre mantenendo altissima la qualità.

Spazio poi al ferrarese Sergio Zanni nella cui produzione è raffigurata una visione onirica e surreale sempre legata alla figura, mentre Marco Prestia ama prendere spunto da un mondo animale magico e mutante, di cui Velasco Vitali sa ampliare a dismisura i suoi esemplari che sono così sorprendentemente fuori scala.

Si prosegue con Maria Luisa Tadei che plasma astrazione e figurazione in un risultato di estrema eleganza, e Mauro Mazzali che elabora gli elementi naturali all’interno di un complesso meccanismo che dà alle sue composizioni attualità e mistero. E se Nicola Bolla rappresenta un ulteriore trattamento dell’oggetto nel senso della bellezza e Francesca Tulli analizza l’equilibrio della figura e la sua fragilità, le sculture di Mirta Carroli appaiono più astratte e aeree. Esattamente in linea con quelle di Eduard Habicher, che piega la materia e la trasforma in ombra. Flavio Favelli, Leonardo Pivi, Corrado Bonomi e Vincenzo Marsiglia tornano ironicamente al mondo degli oggetti e delle sue mutazioni ricostruendoli oppure estendendoli alle installazioni, e tocca poi a Marco Lodola, nel segno della consueta e consumata leggerezza, chiudere il percorso con una meditazione pop, sul senso del lavoro degli artisti.

Ma Rimini d’estate vive soprattutto all’aria aperta. E così anche questo appuntamento “sbarcherà”, con una selezione di opere, anche al di fuori della mole del maniero “contaminando” la città e la marina. L’iniziativa è curata dalla bolognese Beatrice Buscaroli, storica e critica d’arte, curatrice in ascesa che con Luca Beatrice, è stata commissario del “Padiglione Italia” della Biennale di Venezia 2009.

Questo primo momento del progetto è dedicato all’Italia, ma non si esclude la possibilità di estendere la ricerca anche all’ambito internazionale. “Attraverso generazioni diverse e le molteplici tecniche utilizzate, intendiamo spiega proprio Buscarolidimostrare quanto sia vivo questo linguaggio e quanto importante sia ancora per decine e decine di artisti di grandissima personalità il rapporto con la tradizione e la conoscenza approfondita di secoli e secoli di storia”.

Info 0541.787681. (Marco Fornara)

MariaLuisa Tadei: I sogni, 2009

 

Sergio Monari: Antidoto al tempo Resina

 

Marco Cornini: Quando bastava uno sguardo tra noi..

Marco Cornini: Mi piaceva come mi guardavi

Mirta Carroli: Il canto del falcone

Aron Demetz: Purificazione, 2006 Legno di cedro e foglia d'alluminio

F.Tulli: Arco lieve

 

© Riproduzione riservata

Leggi anche...

Tag