Sere d’estate al parco archeologico di Marzabotto. Da questa sera sino al 28 luglio lì andrà in scena il Secondo festival della commedia antica. Del cartellone, decisamente ricco, saranno ospiti anche Elisabetta Pozzi, Giorgio Comaschi, Luciana Turina e Paola Gassman.
Nove, complessivamente, gli appuntamenti in programma con un continuo alternarsi di musica, teatro, danza e reading.
Senza dimenticare le tre divertenti serate con Comaschi (quelle dei venerdì 15 e 22 e di giovedì 28). L’attore e conduttore bolognese, in “L’Etrusco uccide ancora”, ha espressamente creato un “invito a cena con delitto” dedicato al museo nazionale etrusco e al mondo legato a questo popolo dell’Italia centrale. Sono stati coinvolti anche tre ristoratori del territorio che prepareranno una cena legata al tema dell’evento.
La collaborazione con i “Teatri di pietra” e il “Teatro dei due mari” consentirà invece di far giungere a Marzabotto tre
spettacoli prodotti per il “circuito” dell’Italia centro-meridionale: come “Cassandra da Seneca, Eschilo ed Euripide” con la Pozzi e Hal Yamanouchi che si esibiranno già questo giovedì 7 luglio.
E poi altri due classici: “Il ciclope” di Euripide con Vito Cesaro, Antonino Miele e la Turina attesi in Emilia sabato 16 in prima nazionale, ed “Edipo o della colpa da Sofocle e Seneca” con la Gassman ed Edoardo Siravo in calendario lunedì 25.
E sabato 9 si terrà nella necropoli est un concerto della banda “Bignardi” e del trio “Flexus” dedicato all’album “Le nuvole” di Fabrizio De Andrè che prende spunto da Aristofane e dalla sua polemica contro la sofistica.
In agenda, inoltre, due reading al tramonto con happy hour che fanno parte anche del calendario di “Infrasuoni”, rassegna estiva che va in scena da molti anni.
Martedì 12 Vittorio Franceschi leggerà “Centauro” di Josè Saramago, e mercoledì 27 quattro giovani allievi della scuola di teatro “Galante Garrone” di Bologna, accompagnati dal sax di Claudio Carboni e dagli strumenti medioevali e orientali di alcuni componenti del gruppo “Musica Officinalis”, regaleranno agli spettatori le cronache della caduta di Costantinopoli lasciate da tre testimoni del grande assedio e della spaventosa strage del 1453: un turco, un mercante veneziano e un russo cristiano le cui versioni, ovviamente, sono del tutto opposte.
“Le aree archeologiche dell’Emilia Romagna hanno un legame molto stretto con il teatro – sottolinea Filippo Maria Gambari, soprintendente per i beni archeologici – e non solo perché in questa regione è nato, ad esempio, il grande commediografo latino Tito Maccio Plauto.
Marzabotto è l’unica città etrusca interamente visitabile a nord degli Appennini, anche se non abbiamo ancora individuato l’edificio dove si svolgevano le rappresentazioni.
Ma è proprio a questa civiltà che possiamo attribuire con certezza la figura degli attori mascherati, i phersu, che hanno dato il nome alle maschere romane, le personae”.
Info 051.932907, 051.6780511 e 051.6746725. (Marco Fornara)
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