In realtà è un poeta ma lui dice d’essere un diavolo, Guillermo Mordillo, giovedì 7 luglio, sarà al Porto Antico di Genova per l’inaugurazione (ore 18) della prima grande mostra che l’Italia gli dedica. Fino all’8 gennaio al Museo Luzzati, (porta Siberia) al Porto Antico un’immersione nell’universo strampalato e terribilmente umano del cartoonist argentino.
“Sono senza capelli, ho la barba bianca e sono alto come Maradona: un metro e 68… Mordillo è il mio cognome: un suono più allegro di Guillermo, il mio nome. Sembro un saggio, un monaco. Invece sono un diavolo: piccolo come il personaggio di tutti i miei disegni.
Il mondo è grande e lui è piccino nella galassia, nel paesaggio, nell’ambiente. Mette poca ansia e molta allegria.
Quell’omino c’est moi. Guillermo Mordillo”.
I disegni e le strisce di Mordillo sono stati riprodotti su libri e giornali in tutto il mondo, ma anche su quaderni, diari scolastici,
biglietti d’auguri, magliette, tazze e ogni possibile gadget, tanto che il suo cognome è diventato un marchio. Ma chi è Mordillo? Un artista, semplicemente: profondo come un sorriso, e universale, come solo l’arte vera sa essere. Le sue strisce sono spesso illuminanti, i suoi animali: giraffe, elefanti, quadrupedi e volatili d’ogni genere sono compagni di viaggio di un’umanità assente ma hanno gli stessi difetti, e valgono quanto interi trattati le sue strisce “mute” sul rapporto uomo donna, sulle situazioni dello sport (calcio e golf su tutti) e soprattutto quelle che denunciano l’anonimato delle città.
Mordillo è l’omino che nel grigiore diffuso di una città moderna prende coraggio e dipinge di rosa il tetto della sua casa. In basso, ad attenderlo, c’è la camionetta della polizia.
Così ci spiega, con leggerezza, il vero senso dell’arte.
Scrive il curatore Ferruccio Giromini “Il suo umorismo si caratterizza fin da subito per essere basato sui contrasti e sugli opposti. Austero bianconero contro colore lussureggiante.
Grandi vuoti contro spazi affollati fino all’inverosimile. Il più spensierato sbellicarsi dalle risate contro il più compunto interrogarsi sui grandi perché dell’esistenza.
È probabile che proprio qui risieda una delle principali ragioni dell’enorme successo dell’opera di Mordillo nel mondo, tanto tra il pubblico infantile quanto tra quello adulto: i suoi sontuosi cartoon presentano sempre un duplice livello di lettura, fanno ridere e fanno pensare”.
Guillermo Mordillo è nato a Buenos Aires nel 1932. Nato in una famiglia di emigrati dalla Spagna, ha sempre disegnato fin dall’infanzia. Ha vissuto in Argentina dove disegnava per il giornalino delle elementari; poi a Lima (Perù) dove ha lavorato per la pubblicità; quindi a New York come animatore di Braccio di Ferro e infine a Parigi.
In Francia ha maturato il suo stile personalissimo: disegni senza parole con i quali riesce a comunicare con tutti e ovunque, una iniziale necessità (“ho cominciato a fare le vignette senza parole perché all’epoca non parlavo molto bene il francese e non potevo fare altrimenti…”) che poi si è rivelata determinante per la diffusione dei suoi disegni in molti paesi del mondo.
Durante mostra sono previsti incontri con l’artista e laboratori sulla sua particolare tecnica del colore.
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