“Tra l’idiota e il sublime”, a volte l’arte sa persino ridere

Che Silvio Berlusconi si sia sempre sentito Superman è acclarato. Dite di no? Provate a spiegargli che è un vecchio signore obbligato a rispondere alle [...]

Che Silvio Berlusconi si sia sempre sentito Superman è acclarato. Dite di no? Provate a spiegargli che è un vecchio signore obbligato a rispondere alle leggi della fisica e della biologia oltre che a quelle  del codice. Ma nonostante lo stratosferico livello di autoconsiderazione che anima il soggetto, il Premio Internazionale Edgardo Mannucci di Arcevia (An) ha censurato l’opera di Francesco De Molfetta perché ritrae il premier con la tutina blu del supereroe.

Per cronaca va detto che l’organizzazione del Premio sostiene che non si tratta di arte ma di satira politica, questo il motivo dell’esclusione. E sarà perché la scultura ostenta tanto di attributi maschili che – considerando i tempi “eleganti” –  si potrebbe persino pensare ad un omaggio, altro che satira. Certo, allo stesso modo si potrebbe ipotizzare una provocazione, ma nulla è scritto, in definitiva ognuno creda quel che vuole.

Ne scriviamo perché Luca Beatrice, curatore della mostra Tra il sublime e l’idiota, allestita a Tolentino (Mc) dal 22 luglio al 2 ottobre, ha inserito “SuperSilvio” nel percorso espositivo che proverà a sondare l’umorismo nell’arte contemporanea italiana.

Mostra iscritta nel cartellone dei cinquant’anni della Biennale Internazionale dell’Umorismo della città marchigiana.

 

E per uno che come Luca Beatrice alle biennali c’è ormai abituato, la nuova sfida ha un sapore nuovo, già, perché anche quando diventa provocazione pura, l’arte contemporanea ha il vizietto di prendersi sempre troppo sul serio.

L’umorismo, invece, al contrario dell’arte, presuppone che l’autore sia capace di sguardi distaccati anche su se stesso, altrimenti perde ogni credibilità.

Di artisti che sono stati capaci di praticare – anche sporandicamente – la virtù dell’ironia per affrontare in chiave critica il reale, Betrice ne ha selezionati  28; a partire dal già citato Francesco da Molfetta, che all’icona dei supereroi è particolarmente affezionato.

In mostra, infatti, ritroveremo un altro improbabile divo dei fumetti, “Fatman”, uomo pipistrello terribilmente grasso che, come provocazione, convince di più dell’opera precedente.

Commedie tragiche, denuncia sociale, miti dissacrati, sorrisi amari  nei video, nelle installazioni, nelle sculture, nei disegni, nei dipinti messi a dialogare tra loro e con le sale settecentesche di Palazzo Parisani Bezzi che li ospiteranno tra affreschi, arazzi, quadri, mobili e arredi d’epoca.

Un sorriso liberatorio, di quelli che fanno sussultare con un “finalmente” per la scultura di Alex Pinna Fucked Bird, che propone un finale diverso per l’infinita rincorsa tra Will Coyote e Beep Beep schiacciando quest’ultimo sotto un’incudine.

Ha altrettanto dell’inatteso trovare la firma di Sandro Chia che rilegge la mitologia classica dipingendo un cigno spudorato che importuna Leda (Leda and the Swan), mentre Lorenzo Scotto di Luzio punta dritto il dito contro il consunto teatrino che s’accompagna ai vernissage.

Nella sua installazione un pollo viene massaggiato al ritmo incalzante delle frasi che si sentono durante le inaugurazioni: “Bella mostra, complimenti, ecc…”.

Una sala, infine è interamente dedicata ad Aldo Mondino, uno degli artisti italiani che più hanno saputo usare l’ironia per dare vita a un’arte originale, ricca di rimandi storici e provocazioni contemporanee.

In particolare saranno in mostra i lavori appartenenti alla sua “fase ludica”, come  l’irriverente scultura Mamma di Boccioni e il lampadario Jugend Stilo.

Ricordate il titolo della mostra?  “Tra il sublime e l’idiota”, a ciascuno il compito di separare la crusca dalla farina.

Aldo Mondino, Mamma di Boccioni, 1992

Alex Pinna, Fucked bird, 1994

Bertozzi&Casoni, Chicco house, 2005

Francesco De Molfetta, Fatman, 2010

Loredana Longo, Souvenir3 Family Portrait, 2009

Lorenzo Scotto di Luzio, Bella mostra, 1999

Lorenzo Scotto di Luzio, Senza titolo, 1995

Robert Gligorov, The seven year itch , 2011

Sandro Chia, Leda and the Swan - Donna con cigno, 2006

 

Gianni Motti, Fund Show, 2009

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