CARRARA – S’è inaugurata nei giorni scorsi nella suggestiva cornice del restaurato Palazzo Binelli, la mostra “D’après Canova. L’800 a Carrara. L’Accademia e i suoi maestri”.
Curata dall’accademia di Belle Arti di Carrara – che ha eseguito anche i restauri delle opere esposte – e dalla soprintendenza di Lucca e Massa Carrara, con il sostegno del Comune di Carrara, la mostra propone ventisei gessi, scelti fra le numerosissime opere di proprietà dell’Accademia. Un evento che vuole portare nuova attenzione sulla collezione dei gessi dell’Accademia di Belle Arti, primo e fondamentale passo per la sua definitiva sistemazione in un percorso cittadino che dovrebbe coinvolgere, oltre al recuperato palazzo Binelli, l’Accademia e il Museo di San Francesco. Così Carrara aprirà, finalmente, le porte del suo inestimabile patrimonio artistico al pubblico e salderà un debito di riconoscenza verso i suoi maestri che partiti dall’Accademia diffusero il marmo e il prestigio di Carrara nel mondo.
La mostra intende riportare alla giusta considerazione critica la tradizione scultorea dell’Accademia di Carrara, nata idealmente alla scuola di Antonio Canova, ma che trova nell’insegnamento di Lorenzo Bartolini e in quello di Bertel Thorvaldsen inediti spunti di originalità. L’istituto carrarese diventa così “vetrina” di gusti e di tendenze della scultura italiana dell’Ottocento. Storia che ha lasciato tracce di sé nei calchi classici dell’aula magna o nei bassorilievi dei concorsi che decorano il palazzo del Principe e in una serie di opere a tutto tondo eseguite nel corso dell’Ottocento e fino agli anni trenta del Novecento dai maestri più illustri della cultura neoclassica e di inizio secolo, ma anche dagli allievi più dotati.
Un percorso, dunque, complesso e affascinante che per esempi significativi conduce lo spettatore in un viaggio suggestivo e unico alla scoperta delle varie correnti che hanno formato la scultura dell’Ottocento.
Apre la mostra il ritratto di Letizia Ramolino Bonaparte, l’opera che Antonio Canova dona all’Accademia nel 1810. Diversi gli esempi significativi sui quali il percorso della mostra si sofferma, prove dell’eccellenza della scultura carrarese in un percorso che attraversa l’Ottocento e punta a restituire la giusta considerazione agli artisti carraresi
La mostra è a cura di Alba Maria Macripò, Anna Vittoria Laghi con Miriam Ricci, Luana Brocani, Carlo Sassetti, Marco Baudinelli.
Per informazioni tel 0575 775216 info@fondazionecrcarrara.com
Ingresso libero Orario: dal giovedì alla domenica 17 – 22.
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