“Da Corot a Renoir. Incisioni francesi dell’Ottocento”, a palazzo Lanfranchi di Pisa

E’ un vero e proprio invito a gettare uno sguardo sulla grande stagione dell’incisione francese dell’Ottocento tra Romanticismo e Impressionismo. Da qualche giorno, e sino [...]

E’ un vero e proprio invito a gettare uno sguardo sulla grande stagione dell’incisione francese dell’Ottocento tra Romanticismo e Impressionismo. Da qualche giorno, e sino al 20 novembre, nelle sale di palazzo Lanfranchi di Pisa sono esposte opere, provenienti sia da collezioni del locale museo della grafica che da una prestigiosa raccolta privata, indubbiamente rappresentative dei protagonisti dell’arte moderna.

Sotto i riflettori, esempi della produzione di Jean Baptistee Corot, Eugene Delacroix, Honorè Daumier, Eduard Manet, Pierre Auguste Renoir, Henri de Toulouse Lautrec, Jean Grandville e Camille Pisarro.

 

E accanto a loro ecco “sfilare” autori forse meno conosciuti, ma di notevole fascino come Charles Meryon, Felix Buhot e Paul Helleu. In tutto una novantina di lavori. Senza dimenticare due abiti di scena della fondazione “Cerratelli” di San Giuliano Terme dove sono conservati 25mila costumi e ventimila fra locandine di film, foto di scena, manifesti e bozzetti.

La varietà delle tecniche grafiche, associata alle diverse soluzioni formali, riflette la vivacità di uno dei periodi più entusiasmanti della cultura transalpina. La mostra, intitolata “Da Corot a Renoir.

Incisioni francesi dell’Ottocento”, documenta, al tirar delle somme, temi e motivi di un’intera epoca presentando opere quali “Il ragazzo che soffia le bolle di sapone” di Manet, di cui sono proposti anche altri due capolavori, e, ancora, “Incisioni dei fiori” di Grandville e “Il paesaggio” e “Souvenir de Toscane” di Corot.
Il percorso si apre con “Femmenue couchee” di Renoir, e continua con le sezioni dedicate al rinnovato interesse per la natura e per il paesaggio, a una lunga serie di scorci di Parigi, e a figure femminili ritratte nell’intimità domestica (anche mentre leggono il giornale, segno di modernità per quei tempi) oppure impegnate in attività mondane.

Né manca un pizzico di satira politica grazie soprattutto a Daumier. Intorno all’iniziativa, promossa dal museo della grafica, dal Comune e dall’Università di Pisa, è previsto un ricco calendario di concerti e conferenze di approfondimento incentrate su alcuni aspetti del secolo XIX in Francia tra arte, letteratura, musica e teatro. Info 050.2216066. (Marco Fornara)

 

Renoir, Femme nue couchèe

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