Curata da Doretta Davanzo Poli, una delle massime esperte in Italia di storia del tessile, moda e costume, una mostra dedicata al merletto ma non solo per riaprire le porte di un gioiello veneziano: il (Ve). Si trova nello storico palazzetto del Podestà di Torcello e fu la sede della celebre Scuola del Merletto, fondata dalla contessa Andriana Marcello nel 1872.
Il museo del Merletto riapre magnificamente oggi, 25 giugno, all’ insegna di una mostra di grande pregio storico, un’occasione imprendibile per tuffarsi nel fascino intramontabile del merletto, nella sua poesia delicata, frutto del lavoro di mani esperte. In esposizione oltre centocinquanta esemplari di merletti selezionati tra i più significativi delle collezioni dei musei Civici Veneziani, ma anche dipinti dei secoli XV-XX, incisioni, disegni, documenti, riviste, tessuti e costumi.
Curatissima dal punto di vista storico, la mostra è divisa in sezioni cronologiche. Si parte dal XVI secolo con un racconto documentato da stupendi manufatti: dalle piccole trinette o “puntine”, rifiniture per abiti maschili e femminili, vesti di uso ecclesiastico e capi di biancheria, alle alte bordure impreziosite da ricchi disegni; con la seconda sezione si approda nel ‘600, il secolo per eccellenza del merletto.
E’ allora che si diffonde in tutta Europa e diventa simbolo di prestigio e status sociale per la sua preziosità e ricercatezza. La produzione raggiunge proporzioni ragguardevoli nelle isole della Laguna di Venezia, in particolare a Burano, dove si diffonde soprattutto la lavorazione ad ago, mentre quella a fuselli a Pellestrina, specializzazione che si manterrà fino ai giorni nostri; si prosegue lungo il secolo dei “lumi” per approdare quindi nella modernità, la teza sezione, quella che presenta i manufatti del XIX e XX secolo.
Con il mutare della moda a seguito dei cambiamenti economici e sociali e l’imporsi di un abbigliamento più comodo e funzionale inizia il periodo di crisi dell’arte del merletto che verrà gradualmente superato grazie al rilancio della Scuola dei Merletti di Burano (1872 – 1970).
Proprio a questa è dedicata la sezione finale della mostra. Aristocrazia e politica illuminate, con il patrocinio della futura Regina Margherita di Savoia elaborano un progetto per il rilancio del merletto con l’apertura di una Scuola, allo scopo di alleviare in qualche modo le tristi condizioni economiche degli abitanti dell’isola.
Insomma per dimostrare che può esserci storia ovunque, anche nella leggerezza candida e raffinata di un merletto, ornamento di classe, prezioso, un pò dimenticato, oggi che la moda chiede sveltezza, innovazione, clamore non sapendo che pochissimo resterà delle pagine di Vogue.
Perché la moda è prima di tutto arte dei tessuti, abilità di mani esperte, sapienza sartoriale. E il museo del Merletto è lì a ricordarcelo. (Virginia Zullo)
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