Milano, “I due mondi di Ramiro Sanchez”

Trentuno opere raccontano, alla gallery 1 della fondazione “Stelline” di via Magenta a Milano, il percorso del pittore realista venezuelano Angel Ramiro Sanchez. La mostra [...]

Trentuno opere raccontano, alla gallery 1 della fondazione “Stelline” di via Magenta a Milano, il percorso del pittore realista venezuelano Angel Ramiro Sanchez. La mostra si chiude il 2 luglio. Si chiama“Ramiro. Realtà di due mondi”. L’esposizione dedicata all’artista di Maracaibo, 37 anni, è organizzata anche dall’ambasciata presso la Santa Sede e dal consolato del Venezuela a Milano. Questa prima monografica in Italia del giovane maestro sudamericano presenta dipinti e disegni appartenenti alle diverse fasi della sua carriera con particolare attenzione ai lavori più recenti. Come gli oli su tela “Il cuore della terra vuole sempre fiorire” del 2010 e “Venezia, mi Venezia”, “Waterseekers”  e “Papavero” del 2011.

 

Come suggerito dal titolo, l’iniziativa è un riconoscimento della peculiare visione che Ramiro ha della sua terra natale e dello Stivale,

Ramiro Sanchez, Venezia,

sua patria adottiva, dove attualmente vive e lavora. A Firenze ha frequentato per un quadriennio l’accademia delle belle arti conseguendo il diploma col massimo dei voti. Nel 2003, quando venne pubblicato “Ramiro”, il primo libro che rende omaggio alla sua produzione, era già passato dall’essere uno dei migliori allievi dei corsi della “Florence academy of art” diretta da Graves al ruolo di apprezzato docente: nel 1997 ne diventò l’insegnante responsabile per la sezione di pittura.

 

Nella stagione invernale Ramiro insegna sulle rive dell’Arno, in estate dipinge a Sag Harbor vicino a New York, e si reca con frequenza in Venezuela dove è richiesta la sua consulenza in merito ai capolavori presenti nelle chiese della zona di Maracaibo. L’ispirazione letteraria è evidente nella prima parte della sua carriera quando era particolarmente affascinato dai poeti e dai compositori del secolo XIX, quali Friedrich Schiller, Wolfgang Goethe, Ludwig Beethoven e Franz Schubert.  Contemporaneamente orgoglioso di essere venezuelano e perfettamente a proprio agio in Italia, s’identificava con il tema del viandante, caratteristico del Romanticismo tedesco, realizzando una sorprendente quantità di autoritratti. Sottolinea il curatore John Spike, docente al college “William & Mary” di Williamsburg, in Virginia: “Uno sviluppo interessante della visione di Ramiro si rileva nell’ampio studio, un carboncino su carta, per “Canto de la tierra” del 2006, composizione basata su un testo indiano che racconta come il pianeta fu creato attraverso i canti e le danze di una donna felice: Accanto a una vasta distesa di terra e acqua, è presente un bellissimo nudo che è di per sé la sua ragione d’essere. Altrettanto fondamentale è “Valentina”, lavoro di straordinaria intimità del 2007 in cui, attraverso i toni smorzati, eppure profondi, del rosso e del verde utilizzati per il tappeto su cui lei si trova, viene creata la serenità dello spazio e dello spirito che definiscono la ragazza”. E altri due imponenti nudi distesi del 2008, “Disguise” e “They say that love has a bitter taste… but what does it matter?” entrambi presenti in mostra, rivelano la sua attenzione per il Rinascimento veneziano. Tra gli sviluppi più significativi della sua produzione, c’è il desiderio di confrontarsi con la Bibbia. L’olio su tela “Accanto a te desidero stare” del 2010 è una scena di grande originalità, in chiave moderna, dei fedeli ai piedi della croce. E viene presentata la visione estatica di san Francesco d’Assisi in “Signore, fai di noi uno strumento della tua pace”. Conclude Spike: “Il suo pennello rende impeccabilmente, come pochi sanno fare, la realtà visiva. Qualsiasi sia il tema scelto, non cessa mai di guardare dentro se stesso e di scrutare il mondo”. Info 02.45462411. (Marco Fornara)

Ramiro Sanchez, Il Cuore della terra vuole sempre fiorire, 2010,

Ramiro Sanchez, Papavero

Ramiro Sanchez, studio per cupole, 2009

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