Chi difenderà Vittorio Sgarbi da se stesso? Invitato al Taormina Film Festival a parlare ai giovani del Campus su L’arte e la cultura in una società senza valori, il critico ha dichiarato, contestato da un blogger in platea: “La mafia in Sicilia non esiste più, mi spiego: la Sicilia soffre del connubio mafia/antimafia, ha fornito il marchio d’origine, ma, dagli anni Ottanta, il ruolo dei pentiti l’ha resa meno forte, fino a sgretolarla. Insomma, la mafia non esiste più, rimane solo un rapporto affettivo nei suoi confronti. Ne è prova il fatto che il pubblico può parlarne anche in un simile contesto, così come può parlare liberamente di pizzo”. Peccato che parlarne non è la stessa cosa che pagarlo, il pizzo. E per circostanziare l’affermazione bisognerebbe chiedere agli imprenditori quanto ne possano parlare. Le cronache delle ultime ore smentiscono il critico, ma si sa, l’autorità giudiziaria è fallibile…Sgarbi no.
L’affermazione di ieri (non nuovissima in verità) arriva dopo il clamoroso flop del programma “Ci tocca anche Vittorio Sgarbi”, restato in vita per una sola puntata e dopo l’inaugurazione del contestatissimo Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, maltrattato dalla stampa internazionale più prestigiosa. Non vogliamo aggiungere altro, ci appelliamo agli amici di Vittorio Sgarbi, ai parenti, alle persone che gli vogliono bene: non sarebbe il caso di suggerigli una vacanza?
© Riproduzione riservata


