“Relazioni fra il Mediterraneo e il centro Europa. Dalla Preistoria alla Romanità” è la mostra che verrà allestita al castello del Buonconsiglio di Trento dal 1° luglio al 13 novembre. L’iniziativa è curata da Franco Marzatico e Rupert Gebhard, rispettivamente direttori del museo tridentino e di quello di Monaco, e da Paul Gleirscher, conservatore di quello di Klagenfurt.
Verranno esposti oltre quattrocento reperti. Temi come la mobilità, la circolazione di persone, beni e idee del
multiculturalismo non riguardano certo, del resto, solo l’attualità. Sono realtà con le quali gli uomini, viaggiatori ed esploratori per eccellenza, si sono misurati nel corso dei millenni nel vecchio continente come nelle altre parti del globo. L’esposizione, attraverso una selezione di preziose testimonianze archeologiche provenienti da oltre cinquanta musei e soprintendenze italiane ed estere, racconterà i contatti e gli scambi a largo raggio che hanno segnato gli sviluppi delle civiltà. Furono fondamentali la trasmissione dei saperi e la contaminazione di modelli e stili di vita. Una fitta ragnatela le cui trame qualche volta si sono intrecciate e altre separate in un continuo divenire che ha portato territori immensi e complessi, e soprattutto lontani e diversi fra loro, a trovare una serie di elementi in comune. Si spazierà da quando si diffusero, a sud come a nord delle Alpi, le espressioni dell’arte e le figure delle cosiddette dee madri, fino ai tempi del cosmopolitismo e della globalizzazione dell’impero romano.
A transitare lungo le svariate “vie della civiltà” non furono unicamente merci, ma uomini con le loro credenze e i loro linguaggi. Molti nati in ambiti locali e molti altri giunti dall’Oriente. Accanto alle concrete tracce dei commerci documentati da materie prime e manufatti esotici, la mostra seguirà gli itinerari avventurosi e innovativi avuti da comportamenti e abitudini. Già in epoca preistorica, gli oggetti percorrevano, sulle spalle degli uomini, sulle imbarcazioni, sulle some degli animali o, dopo che venne inventata la ruota, sui primi carri, distanze impressionanti. E fu sulla base degli scambi che si cominciarono a consolidare le prime differenziazioni sociali. Il rango ben presto richiese segni esteriori di appartenenza, ed ecco così la ricerca di status symbol tanto più preziosi quanto esclusivi. Ma gli eccessi di ricchezza richiamarono anche razzie, invasioni e migrazioni. Necessari, per calmierarle, matrimoni diplomatici e alleanze strategiche.

La diffusione di nuove conoscenze, dall’agricoltura alla metallurgia sino alla cucina e agli aspetti legati ai banchetti, attraversarono l’Europa. Forme e idee approdarono in tutte le popolazioni passando da archetipi come quello della fertilità femminile e quello dell’uomo eroe-guerriero o atleta. Senza dimenticare immagini della fauna, presenti in diverse aree, e iconografie di barche, del carro solare, dell’albero della vita, e del Signore e della Signora degli Animali che, fissate su supporti, stupiranno il pubblico per la loro potenza e bellezza. E poi si potranno ammirare le enigmatiche tavolette dell’età del bronzo, i dischi solari in oro, le maschere funerarie, i doni votivi e gli astragali. Testimonianze di incontri fra i maggiori culti praticati. E inoltre verrà illustrata la diffusione della scrittura alfabetica: dai Fenici, dai Greci, dagli Etruschi e dai popoli alpini sino all’egemonia del latino. (Marco Fornara)
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