Quattro mesi e mezzo con il “Genio dei macchiaioli Mario Borgiotti. Occhio conoscitore, anima di collezionista”. E’ questo il titolo della mostra che sarà visitabile dal 1° luglio al 13 novembre al centro “Matteucci per l’arte moderna” di via D’Annunzio a Viareggio. Nel 2010, con la ricomposizione della raccolta di Ugo Ojetti, questa realtà ha avviato un progetto culturale basato sullo studio, sulla documentazione e sulla presentazione proprio dell’arte moderna, in particolare del periodo che va dall’Unità d’Italia agli inizi del ventesimo secolo.
Il tutto valorizzando il collezionismo d’epoca. Sulla linea di questa mission, l’obiettivo che il fondatore Giuliano Matteucci s’è
dato quest’anno appare, se possibile, ancora più complesso: ritessere le fila del gusto di uno dei più grandi “marchand-amateur” italiani, appunto Borgiotti. Nato a Livorno nel 1906, ma fiorentino d’adozione, è stato, per oltre quarant’anni, il vero punto di riferimento per la conoscenza e la valorizzazione della pittura toscana di area macchiaiola. La sua azione s’è sviluppata soprattutto nell’ambito delle personalità che hanno aggiornato il linguaggio di questa scuola. La produzione di Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Giuseppe Abbati, Odoardo Borrani, Vincenzo Cabianca e Vito D’Ancona e di altri protagonisti di quel gruppo appare oggi più definita nella sua totalità grazie al recupero di dipinti inediti o erroneamente attribuiti.
Autodidatta, Borgiotti fu personalità multiforme e attraente anche per le qualità segretamente coltivate, come la sua attività artistica e la generosità nei confronti di ogni iniziativa culturale. Era dotato, in modo eccezionale, della capacità di percepire i valori pittorici nella loro essenza, distinguendo con uno sguardo il capolavoro dall’opera comune. Anche per questo è considerato uno degli ultimi, grandi esempi di una “razza di connaisseur” in via d’estinzione. Del suo finissimo gusto e del suo temutissimo “occhio”, è testimonianza quanto proposto in questa esposizione: una sessantina di dipinti, selezionatissimi, e tutti imprescindibili per capire un uomo senza il quale oggi, probabilmente, i Macchiaioli non godrebbero del prestigio e della fama di cui invece,
meritatamente, godono. La scelta è caduta su quanto reperito da Borgiotti nell’arco di una vita e oggi confluiti nelle più famose raccolte italiane. Sarà privilegiato il significato di quadri esemplari, poco noti o non più visti da tempo, e si mirerà a ricostruire le fasi salienti di un’avventura critica scandita da pubblicazioni come “I macchiaioli” del 1946 (in mostra anche una foto che ritrae lo stesso Borgiotti con, fra le mani, la prima copia), “Capolavori macchiaioli” del ’49, “Poesia dei macchiaioli” del ’58, “I grandi pittori dell’Ottocento italiano” del ’61, “The macchiaioli” del ’63, “Genio dei macchiaioli” del ’64, e “La lezione pittorica di Fattori” del ’68. Un vasto compendio bibliografico d’indubbio valore storico-documentario, destinato, nel tempo, ad assumere sempre maggior rilievo per gli studi sulla pittura nazionale della seconda parte del secolo XIX, e arricchito da un prezioso apparato iconografico costituito da dipinti dei quali si era persa ogni traccia.
Di tutto questo intende dar conto quest’iniziativa promossa dal centro Matteucci in collaborazione con la galleria fiorentina d’arte moderna di palazzo Pitti, e ideata da Elisabetta Palminteri. Nel percorso idealmente scandito dai libri di Borgiotti, i visitatori potranno ammirare, per esempio, “La scolarina”, “Maremma”, “Episodio della campagna contro il brigantaggio” e “La libecciata a Castiglioncello” di Fattori, e “L’uscita dalla messa” e “Ospedale del ceppo a Pistoia” di Antonio Puccinelli. E ancora, tra oli su tela e su tavola, si spazierà da “Tra i fiori del giardino”, “Le rose della primavera” e “L’adolescente” di Lega, a “Il Ponte Vecchio a Firenze”, “Uliveta a Settignano” e “Bimbi a Settignano” di Signorini. Sino ad arrivare a “Lido con buoi al pascolo” e “Mura di San Gimignano” di Abbati; “Case al sole”, Pagliai a Castiglioncello” e Scogli a Castiglioncello” di Raffaello Sernesi; e “Paesaggio pistoiese”, “La pittrice” e “Mattino sul Mugnone” di Borrani. Ma sotto i riflettori ecco anche “In ritorno dalla messa” di Cristiano Banti; “Nel chiostro” e “Acquaiola nel castello di San Giorgio a La Spezia” di Cabianca; “Riva della Senna”, “Portico di villa toscana” e “Grano maturo” di Serafino De Tivoli; “Il solletico” e “Le ricamatrici” di Adriano Cecioni; e “Via del Maglio” di D’Ancona. Senza dimenticare “Signora in bianco” di Giovanni Boldini. Info 0584.430614. (Marco Fornara)
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