Questa appena conclusa è stata una settimana molto tesa soprattutto in Casa Rai per quanto riguarda presentazione e approvazione dei palinsesti televisivi autunnali – che infatti non si è ancora compiuta – . Quello che è certo è che il fatto televisivo – e non solo- della settimana è stata la rottura definitiva di Michele Santoro con l’Azienda: l’anno prossimo Annozero non ci sarà più e Michele Santoro non lavorerà più con la Rai. Vediamo gli aspetti televisivi della faccenda:
LA CANCELLAZIONE DI ANNOZERO DAL PALINSESTO DI RAIDUE - OUT
La decisione è sbagliata, è una scelta “contro natura”: Annozero ha garantito ascolti ed entrate pubblicitarie a Raidue superiori a qualsiasi aspettativa; in un’ottica di pluralismo – come deve essere e garantire il servizio pubblico- non è concepibile che venga spento un programma perché il presidente del Consiglio lo ritiene “la causa della sconfitta ai ballottaggi alle Elezioni Amministrative”. Perché non può che venire in mente questo.
In Rai dovrebbero convivere Santoro – che, sì è fazioso e anche presuntuoso, ma lo sa fare eccome il suo mestiere- e volti della destra più o meno illuminata. Non è però responsabilità di Santoro se i vari Masotti, Socci, Ferrara, Sgarbi – tutti uomini di destra a cui è stato dato negli anni il compito di diventare il riferimento culturale televisivo di destra – non sono riusciti nell’intento. Il danno della cacciata di Santoro è un danno per l’azienda – in primis per Raidue- sia sul piano economico ma altresì sul piano del pluralismo e del rispetto dei valori professionali in campo.
LE ESTERNAZIONI DI MICHELE SANTORO DURANTE LA DIRETTA DELLA PUNTATA - OUT (con comprensione) 
Tutto questo scompenso editoriale è emerso con veemenza durante la diretta dell’ultima puntata: il conduttore ha aperto con un monologo sul suo contratto – l’ormai consueto uso del mezzo pubblico per fini privati -.
Il dispiacere – legittimo e assolutamente condivisibile – di Santoro per questa decisione dopo un’annata tormentata (soprattutto nei rapporti con l’ex direttore generale Mauro Masi) ha dato vita a quello che purtroppo sta diventando una consuetudine della tv e dello stesso Santoro: prendere la telecamera e dire tutto ciò che si pensa. Il servizio pubblico, anche quando si hanno mille ragioni, non è e non deve essere il luogo per le parole in violenta libertà.
Nella settimana però possiamo dare voti anche voti pienamente positivi:
LA FINALE DI ITALIA’S GOT TALENT - IN
Programma generalista a tutto tondo, come ha sottolineato il direttore di Canale5 Massimo Donelli, dopo i risultati eccellenti della puntata finale vinta dal pittore Fabrizio Vendramin (quasi sei milioni e mezzo di telespettatori per una share del 33%). Anche la finale è stata allegra, giocosa, divertente, a tratti emozionante. Bello il clima in studio – merito della giuria ben assortita e di una travolgente Geppi Cucciari- che arriva a casa con leggerezza e divertimento. Un bel modo di essere nazionalpopolari: risate senza volgarità. E con la presenza di talenti veri.
L’UTILIZZO DELLE REPLICHE DI COLD CASE, SENZA TRACCIA E NCIS - IN
Quando si hanno “in magazzino” serie così forti e amate dal pubblico è importante saperle valorizzare anche e ben oltre il primo passaggio: così fa Raidue, cambiandone il posizionamento in palinsesto e soprattutto creando degli spot ad hoc contemporanei, ficcanti e molto pop. Per gli appassionati del genere poterne rifruire, soprattutto in un periodo di quasi totale chiusura di stagione, è una bella opportunità. E un grande risparmio per l’azienda. Si definisce in gergo anche “utilità ripetuta”. (Erika Brenna)
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