La settimana in tv. Promossi e bocciati

Ancora una volta – quasi come si trattasse davvero di una fiction scritta con magistrale dovizia di colpi di scena e dettagli – la televisione [...]

Ancora una volta – quasi come si trattasse davvero di una fiction scritta con magistrale dovizia di colpi di scena e dettagli – la televisione ha avuto brandelli polposi da sbranare sul caso dell’assassinio di Sarah Scazzi ed io mi trovo, mio malgrado, a scriverne. La stagione televisiva è “iniziata” portando alla ribalta delle cronache questo caso: Federica Sciarelli in diretta a Chi l’ha visto ha comunicato a Concetta Serrano, madre di Sarah, che la figlia era stata ritrovata cadavere.

Da lì a poco lo zio, Michele Misseri è stato arrestato con l’accusa di essere l’assassino: il circo mediatico si è messo in moto e, come mai prima, i protagonisti della vicenda si sono prestati alle telecamere. Sabrina Misseri, la figlia di Michele e cugina di Sarah, è stata ospitata, distrutta in lacrime in tutte le trasmissioni, fino ad essere arrestata a sua volta. Avetrana sembrava un set: telecamere sempre accese, complicità tra giornalisti e familiari di Misseri. Nell’anno “lo zio Michele” – perché così telegiornali e non lo chiamano- è stato scarcerato, mentre la moglie, Cosima – sorella di Concetta- arrestata. Con la scarcerazione di Michele la televisione ha avuto scoop e bramosia di primato.

 

OUT – ILARIA CAVO SERVE IL SUO MICROFONO A MICHELE MISSERI PER LA RICOSTRUZIONE DELL’ASSASSINIO DI SARAH

 

 

Questo momento televisivo è senza dubbio il pezzo più amorale e violento che la televisione abbia realizzato e trasmesso sul caso di Avetrana. Badate, non era semplice accaparrarsi questo primato, che fino ad allora, stava fortemente tra le mani di Massimo Giletti, che nella sua Arena aveva realizzato una docufiction con attori, della deposizioni di Misseri. Poi ci sono stati i mille servizi morbosi dei vari Quarto Grado, Pomeriggio Cinque, lo stesso Chi l’ha visto – che può vantare la supremazia nella realizzazione dei filmati, firmati da Giuseppe Rinaldi, di quelli più morbosi in assoluto. E anche qui la gara non era semplice.

Torniamo al fatto dell’intervista di Ilaria Cavo a Michele Misseri trasmessa all’interno di Matrix (seguitissima dal pubblico): lei si trovava nell’abitazione dei Misseri e, improvvisamente si è vista arrivare in casa lo scarcerato Michele. A quel punto – non la si può biasimare, è una cronista- gli porge il microfono, ma da quel momento ogni freno etico si perde. La Cavo incalza Misseri che inizia a raccontare come si è compiuto l’assassinio, non solo, riproduce anche fisicamente i gesti compiuti, sdraiandosi a terra, simulando come ha usato la corda sulla nipote.

Con Avetrana, dalla comunicazione in diretta del ritrovamento del corpo di Sarah, a questa ricostruzione di Misseri in presa diretta, si sono persi i confini di ciò che è cronaca e ciò che la trascende. I programmi televisivi sono diventati luoghi in cui si costruiscono piste accusatorie o difensive.

 

OUT – LE ACCUSE TRA PROGRAMMI SU CHI HA FATTO PEGGIO

 

A Chi l’ha visto è stato accusato l’operato di Ilaria Cavo, a Quarto Grado l’operato di Federica Sciarelli con la frase di Salvo SottileAltre trasmissioni hanno fatto peggio di noi”. La verità è che tutti questi programmi, dal primo all’ultimo, fanno a gara a chi si accaparra lo scoop, l’intervista, il messaggio subliminale. Temo non ci sia antidoto perché tutta questa morbosità paga in termini di ascolto e nessuno è disposto a perdere nemmeno un punto di share.

In questo buio mi piace segnalare, in tutt’altro ambito, un bel risveglio del servizio pubblico, perché anche lo sport – e non mi riferisco al calcio – è patrimonio collettivo.

 

 

IN – RAISPORT TRASMETTE LA FINALE DI ROLLAND GARROS FEMMINILE

 

Purtroppo Francesca Schiavone non è riuscita a ripetere il trionfo dello scorso anno in uno dei cinque tornei di tennis più prestigiosi al mondo, ma ha appassionato, già nei gironi di qualificazione gli italiani, che la potevano seguire solo sul satellite – Eurosport- oppure apprendendo notizie dai quotidiani. Per la finale Rai Sport è scesa in campo è ha trasmesso la finale su Raidue: 2 milioni 200 mila telespettatori l’hanno seguita con una share del 18,07%. Insomma non di solo calcio può vivere Paese. L’apertura agli altri sport sulla tv generalista è fare del buon servizio pubblico, perché lo sport è cultura.

 

(Erika Brenna)

 

 

 

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