L’esposizione presenterà quaranta immagini scelte tra i lavori più celebri di uno dei più importanti fotografi del ventesimo secolo. Per la rassegna “Merano arte” l’edificio della cassa di risparmio di via Portici dal 24 giugno al 25 settembre ospiterà la mostra “Elliott Erwitt. Icons”. L’ampia retrospettiva, curata da Valerio Dehò e organizzata in collaborazione con Sudest 57 di Milano e galleria Spazia di Bologna, ripercorrerà la carriera di reporter e artista dell’83enne americano. Ciò attraverso la serie di scatti, tutti stampati dallo stesso Erwitt nel suo studio di New York, che hanno ormai conquistato un posto fisso nell’immaginario fotografico mondiale.
Molti sono ormai diventate vere e proprie icone del Novecento, come quelli di Marilyn Monroe (che si potrà ammirare in questa iniziativa), di Richard Nixon e Nikita Krusciov, dell’omaggio alla torre Eiffel nel centenario della sua realizzazione e la sequenza d’incontri tra i cani e i loro padroni, iniziata addirittura nel 1946. Erwitt fu attratto da un piccolo esemplare che “indossava” un pullover realizzato probabilmente dalla donna che lo accompagnava e di cui sono stati immortalati solo i dettagli dei piedi. Da allora, il mondo del miglior amico dell’uomo è sempre stato indagato dall’artista in modo spesso esilarante tanto da diventare il soggetto di uno dei suoi libri più conosciuti, “Dog dogs”, in cui si miscela la satira sociale con una sorta di iperbole della condizione di questi animali. Significativa anche un’altra sua pubblicazione, “Museum watching”, dedicata al pubblico dei musei, in cui non solo ha anticipato una tematica ripresa successivamente per esempio da Thomas Struth, ma ha fatto emergere la sua intelligenza nel considerare sempre il rapporto tra le opere e gli spettatori il punto di vista privilegiato della pratica artistica.
Instancabile, sempre in viaggio, Erwitt è entrato in contatto non solo con i grandi del Novecento, ma anche con un’infinità di persone comuni e con la vita delle grandi metropoli. Tutti ritratti in servizi in cui ha dato notevole importanza ai dettagli. All’inizio della sua carriera ha lavorato per il governo americano; determinante, poi, l’incontro con Robert Capa, uno dei più straordinari testimoni dei principali eventi del secolo scorso. Narratore in possesso di un umorismo sottile e poetico che si muove sempre sul filo dell’inaspettato e del malinconico, ha sempre mostrato una non comune capacità di saper trovare i lati più buffi e surreali anche delle situazioni più drammatiche. Come sta emergendo anche in un’altra retrospettiva, quella promossa dall’”International center of photography” di New York. Particolare è il suo rapporto con l’Italia: nato in Francia da una famiglia di emigrati russi, ha trascorso parte dell’infanzia a Milano. Info 0473.212643. (Marco Fornara)
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