Una diatriba che si consuma da anni, contrapponendo generazioni di esperti divisi sul numero di calici da assegnare a questa o a quella regione enologica. Chianti o Barolo? Saranno migliori i vini toscani o quelli piemontesi? La risposta, che resta affidata ai palati fini, si ripropone se nel vino ci s’intende materialmente tuffare; e dalle Langhe ai Colli senesi, sino alle colline del Lambrusco e del Sangiovese romagnolo, scorrono ovunque inebrianti fiumi di benessere.
Già, “benessere” è la parola chiave che apre le porte a trattamenti molto, molto speciali. L’uva: contiene polifenoli,
oligoelementi e vitamine, antidoti potentissimi contro gli odiatissimi radicali liberi, che sono tra i principali responsabili dell’invecchiamento cutaneo. Svolge inoltre una profonda azione levigante, idratante e nutriente. Insomma, un concentrato di virtù che nel 1993, nella regione francese del Bordeaux trovò supporto scientifico diventando “vinoterapia”. Pratica diffusa per quello che ormai è un fenomeno consolidato anche in Italia laddove al relax e al benessere s’aggiunge spesso la suggestione di luoghi incantati, dimore storiche perdute tra i vigneti, antichi monasteri ritrovati, relais di lusso.
Il centro che per primo ha riproposto in Italia le ricette sviluppate in Francia dagli inventori della vinoterapia, Mathilde e Bertrand Thomas, sorge nelle cantine di un ex monastero del sedicesimo secolo che domina le colline e le vigne delle Langhe: bagni e idromassaggi nel vino, bendaggi caldi, massaggi con estratti d’uva, miele, sale marino, essenze, e poi il trattamento completo per il corpo a base d’uva fresca, che però si effettua solo nel periodo della vendemmia. (www.relaissanmaurizio.it S. Stefano Belbo – Cuneo 0141841900)
Trattamenti analoghi nella provincia di Modena, alle terme di Salvarola, nel cuore dei vigneti del Lambrusco
(www.termesalvarola.it ), oppure nel Chianti, dove il pezzo forte del trattamento è il bagno nella botte all’estratto di Sangiovese. A Gaiole, il centro di Vinoterapia del relais Castellare de’ Noveschi (Siena) propone di “abbandonarsi tra le braccia di Bacco” immergendosi nei tini di rovere pieni di acqua calda minerale, arricchita da estratti di uva fresca, mosto e oli biologici. Nota romantica: il bagno al vino può essere fatto anche in due, degustando un bicchiere di Chianti prodotto nella tenuta. (www.castellaredenoveschi.com ). Restando in Toscana, a Rapolano Terme, nella campagna senese, il benessere segue invece il percorso del Brunello di Montalcino, da sorseggiare mentre ci si crogiola nell’idromassaggio alle vinacce di Brunello (www.rapolanoterme.net).
Siete ancora certi che fanghi bollenti e alghe siano il meglio per coccolarsi? (AD)
(le imamgini sono del Relais San Maurizio di Santo Stefano Belbo)
© Riproduzione riservata



