L’idea di “ferie”, in particolare in Italia, significa Sole, mare e libertà. Libertà da cosa? Dalle noie dell’ufficio, da quell’ignorante del capo, da quel deficiente del collega, dal treno sempre troppo lento o troppo in ritardo ogni mattina per essere sopportato. Quindi, all’arrivo dell’estate, via ad una gara di approvvigionamento delle date migliori, quelle dove c’è un po’ di gente in ferie, ma non troppa, nelle quali si spende il giusto, ma non un salasso. Suvvia, ci si deve liberare anche dell’incubo “crisi economica”. Per carità, le spese sono da tenere sott’occhio, ma c’è sempre qualcuno che esagera, non nel senso deviante, ma di semplice divagazione dal consueto.
Quale divagazione dal consueto è migliore dell’arrivare in una bella spiaggia, guardarsi intorno, sentirsi momentaneamente diversi e fissati, come lo straniero che entra nel saloon e scoprire che per riagguantare il piacere del popolo radunato ed
interrazziale sistemato nelle vicinanze, basta solo… calare le braghe? Non nel senso fiscale o sessuale, proprio togliere tutto quello che si ha addosso e vivere felici nel moderno Eden fieri, o almeno poco complessati, del proprio fisico. Una prova di coraggio? Forse. Chi lo farebbe a priori? Se la domanda venisse posta ad un maschio, la risposta sarebbe facile quanto stupida: se ci fossero tante ragazze e mettermi nudo mi permettesse di entrare in spiaggia, lo farei subito. Al solito, i ragazzi si distinguono per l’incredibile capacità di non capire il senso delle cose: le donne nude ci sono, certo, ma la loro visione è vicina al nudo artistico del rinascimento. E se fosse stata posta ad una donna? Ipotizziamo una risposta: “chi, io nuda? Là in mezzo? Con questi fianchi? No no no”. Come al solito, per quanto perfetta sia, la donna difficilmente si vede tale. Ma forse un luogo come la città francese di Cap d’Agde, nel sud della Francia, potrebbe venire in aiuto. Cap d’Agde è uno dei centri mondiali del naturismo, o nudismo che dir si voglia, quindi la fama può essere utile in una duplice maniera: l’uomo, vista la massa di ragazze nude, potrebbe perdere di vista il mito del profilo femminile e darsi alle agognate ferie in santa pace, non curante, o quasi, di quello che lo circonda. Allo stesso modo, la donna, potrebbe capire che le altre colleghe nude non sono impegnate in una corsa al massacro, ma in una gara alla tintarella.
C’è di più: Cap d’Agde, situato nel sud della Francia, nel comune di Adge, nella bellissima Langue d’Oc, che oltre a meravigliosi castelli antichi ha già pronto anche un enorme residence lussuoso, chiamato proprio “Le Jardin D’Edèn”, il giardino dell’Eden. Sì perché, beati Adamo ed Eva, nel loro paradiso terrestre, giravano indubbiamente nudi, le foglie di fico sono una censura aggiunta dal Vaticano probabilmente poco dopo la pubblicazione della narrazione del serpente e della mela. A Cap d’Agde però, è da sottolineare, i vestiti si possono lasciare ai cancelli del paese e godere come matti, se si è nudisti, uscendo la sera nudi, andando nei pub, nudi, leggendo il giornale, nudi e facendola spesa, nudi. La fiera del “come mamma ci ha fatti”. Parrebbe una liberazione unica per gli appassionati di naturismo, che a Cap d’Agde sembra arrivino da ogni parte del mondo. Quindi per amanti o neofiti, se ne evince che, per vivere in pace e godere del bel sole, basta…. calare le brache in spiaggia e godersela. E se non si vuole arrivare in Francia, è Jesolo, sulla riviera veneta a proporsi, proprio in questa stagione, come paradiso nudista, allestendo alla foce del Piave una vera e propria “area attrezzata” (Davide Rabaioli)
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