Slow Fish alla Fiera di Genova e in varie sedi del centro cittadino. Da oggi fino a lunedì, una biennale per incontrare il mondo della pesca e dei pescatori secondo il verbo di Slow Food: sano, pulito, buono.
Convegni, incontri, laboratori e degustazioni l’ossatura di una rassegna di rilievo internazionale che affronta temi legati alla produzione sostenibile di pesce e al consumo responsabile, e che quest’anno accende i riflettori sugli uomini. Una specie in più: i pescatori è il filo rosso che accompagna questa quinta edizione. Un racconto che sfocia nella letteratura nell’evocazione della pesca artigianale com’era, quali culture, opportunità, disagi e competenze implicava. E la piccola pesca com’è, come si è modernizzata e come si confronta con il sistema globale. Storie di pescatori tra i momenti più affascinanti della manifestazione, con l’ascolto dei protagonisti di ieri ma anche ricercatori, giornalisti, biologi a raccontare cos’è diventato intanto il mare, a districare è il rapporto tra salute del consumatore e scelte sostenibili.
Non mancheranno i presidi di Slow Food, nazionali e internazionali, isole di produzioni tradizionali che la globalizzazione ha messo in serio pericolo e che Slow Food s’è impegnato a proteggere. Una sinfonia di sapore e di storie tutta da scoprire: dalla Campania le alici di menaica e la colatura di alici di Cetara; dall’Emilia le anguille marinate della valli di Comacchio e il salmerino del Corno alle Scale; dal Lazio le telline del litorale romano e le anguille della Tuscia; dalle Marche il mosciolo selvatico di Portonovo, una cozza selvatica che si riproduce tra gli scogli del Conero; dalla Toscana la bottarga di Orbetello e la palamita del mare toscano; dalla Sicilia i capperi di Salina e dal Piemonte la tinca di Ceresole e ancora, dal Veneto le moleche della laguna di Venezia, i granchi pescati nel periodo di muta quando, persa la corazza, si presentano teneri e molli.
E poi i presidi internazionali: il pesce dell’isola di Robinson Crusoe, Cile; la bottarga di muggine delle donne Imraguen, Mauritania; l’astice di Oosterschelde, Olanda e il baccalà di Møre og Romsdal, Norvegia. Nello spazio dell’Osteria dell’Alleanza, una ventina di cuochi della rete italiana e internazionale propongono piatti realizzati coi Presìdi Slow Food
Tornano anche i Laboratori ed i Teatri del Gusto, per assaporare oltre che scoprire e per la prima volta, l’Isola Slow Sushi, spazio in cui osservare l’arte del taglio e assaggiare buon pesce alla giapponese preparato con specie meno sfruttate del Mediterraneo.
Restando a tavola ecco le Osterie del Mare e Isole del Gusto, Cucine di strada e Panini d’aMare, per scoprire le specialità gastronomiche dei più svariati territori, in abbinamento ai vini dell’Enoteca. E per finire il mercato, dove è possibile trovare pesce fresco e conservato, tra cui i Presìdi del mare, olio, spezie, sale, alghe e derivati.
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