Fiori luminosi, acqua, isole verdi: la piazza del MAXXI si veste d’estate

All’alba di ieri, sotto gli sguardi attoniti di pochi passanti e di qualche gatto al rientro dalla ronda notturna 71 balle di fieno alte un [...]

All’alba di ieri, sotto gli sguardi attoniti di pochi passanti e di qualche gatto al rientro dalla ronda notturna 71 balle di fieno alte un metro e 60 centimentri sono state scaricate nella piazza del MAXXI, a Roma. Nulla è troppo strano, siamo pure sempre in museo di arte contemporanea, casa privilegiata dell’insolito. Sono cominciati così i lavori per la realizzazione del progetto Whatami dello studio romano stARTT, vincitore del concorso di promozione dei talenti dell’architettura MAXXI Yap, realizzato in collaborazione con il MoMA PS1 – New York.

Foto C. Capponi

Le balle di fieno come elementi base di un intervento d’arredo urbano (o arte pubblica ?) che trasformerà parte della piazza in un arcipelago di isole verdi che, a partire dal 21 giugno, accoglierà il pubblico e ospiterà un ricco programma di eventi estivi.

Provenienti dalle campagne delle Marche e del Lazio, le balle serviranno a costruire un arcipelago di isole mobili ricoperte con 700 metri quadri di prato lavato (normalmente usato per i campi di calcio); una grande isola centrale fissa alta circa 2 metri e sette isole minori su ruote, che il pubblico potrà spostare secondo le sue esigenze, creeranno un paesaggio sempre diverso, illuminato la notte da 18 fiori in vetroresina rossa alti 5 metri che di giorno proietteranno invece zone di ombra.

A completare questo paesaggio artificiale anche uno specchio d’acqua corrente per rinfrescare e allietare i visitatori. Un progetto non solo affascinante ma molto attento all’ambiente: l’allestimento infatti prevede un processo di riciclo. Alla fine della stagione (16 ottobre 2011) le colline già realizzate con una prevalenza di materiali di riuso (paglia, membrana geotessile, plastica), dopo lo smontaggio, saranno donate al Comune per essere riutilizzate, insieme con i fiori luminosi, dal quartiere.

Siamo molto orgogliosi della collaborazione con il MoMA e per noi è un’emozione annunciare l’avvio dei lavori per realizzare un progetto così giovane e innovativo – dice Margherita Guccione, direttore MAXXI Architettura – . Lo studio stARTT ha saputo gestire in modo ironico, leggero e creativo il confronto con lo spazio esterno del museo, così monumentale e impegnativo. Spero che il pubblico, che potrà spostare e vivere le isole in ogni momento della giornata, apprezzi questo spazio e le occasioni di aggregazione che offre”.

stARTT (studio di ARchitettura e Trasformazioni Territoriali), nasce nel febbraio del 2008 da un’idea di due giovani architetti, oggi poco più che trentenni,  Simone Capra e Claudio Castaldo, il loro lavoro si concentra prevalentemente sulle trasformazioni dell’ambiente antropizzato: paesaggio, territorio, città, progetto urbano, opere pubbliche, architetture private sono il campo di attività.

Foto C. Capponi

Render della piazza

 

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