Verso la Biennale di Venezia. Gli artisti collaterali non esistono

Biennale e non solo? Biennale anche, se non fosse che è proprio la 54ma mostra internazionale d’arte, al via il 4 giugno, a richiamare a […]

Biennale e non solo? Biennale anche, se non fosse che è proprio la 54ma mostra internazionale d’arte, al via il 4 giugno, a richiamare a Venezia un’impressionante folla di eventi e mostre. Sì, il riferimento è ai cosiddetti eventi collaterali, solo nel programma ufficiale se ne contano 37.  Tanta roba, tanti spunti, forse troppi.

E intanto s’interroga il visitatore medio; cosa avrà voluto dire la curatrice, la svizzera Bice Curiger inserendo nel Padiglione centrale le tre grandi tele di Tintoretto concesse in prestito dalla soprintendenza per il Polo Museale Veneziano? Cosa c’entrano col contemporaneo?  “I dipinti di uno degli artisti più sperimentali nella storia dell’arte italiana, esercitano un fascino particolare per la loro luce estatica, quasi febbrile, e per il loro approccio temerario alla composizione che capovolge l’ordine classico e definito del Rinascimento. Le opere giocheranno un ruolo di primo piano nella mostra, instaurando un rapporto artistico, storico ed emozionale con il contesto locale”. Insomma, Tintoretto era uno che osava, si può concludere che la scelta suoni come un monito agli artisti di oggi a rompere gli schemi. Già fatto? Dipende dai punti di vista.

Tronando agli eventi cosiddetti collaterali, fuori Biennale tanti nomi di peso, le indicazioni a guardare “oltre” o a cercare percorsi altri, gli omaggi.

 

L’ARTE POVERA DI CALZOLARI IN CANAL GRANDE

Pier Paolo Calzolari - Letto etrusco, 2001 / Foto: Luca Carrà

Una gloria nazionale in Cà Pesaro dove dal 4 giugno si potranno ammirare le 25 opere di Pier Paolo Calzolari realizzate tra il 1968 e oggi. Di fronte alla facciata del museo, tra le acque del Canal Grande, l’opera – insegna: Struttura ghiacciante, del 1990.

 

JAN FABRE RILEGGE MICHELANGELO

Jan Fabre, Merciful dream (Pietà V) , 2011 (dettaglio) marmo di Carrara Foto di Pat Verbruggen Copyright / courtesy Angelos-Jan Fabre

Alla nuova scuola grande di Santa Maria della Misericordia, il fiammingo Jan Fabre replica con Pietas (dal primo giugno): cinque grandi sculture in marmo tra cui un’inedita rilettura della Pietà di Michelangelo. Titolo dell’opera in questione è Sogno compassionevole (Pietà V) nella quale il Cristo ha il volto dell’artista stesso e la Madonna ha quello di un teschio, simbolo della morte. Blasfemia? L’intenzione dell’artista è di mettere in scena i veri sentimenti di una madre che vuole sostituirsi al figlio morto. Tutto il ciclo proposto riprende il tema della Pietà, interpretata da Fabre attraverso la compassione e la conciliazione; tornano i cervelli per i quali l’artista è famoso e corpi anatomici realizzati con la precisione maniacale tipica dell’antica scuola fiamminga.

Tutte le cinque sculture saranno poggiate su una grande pedana dorata alla quale si  accederà dopo aver indossato apposite pantofole, una sorta di rito sacrale della visione che, scultura dopo scultura (un cervello come base sormontato da simboli naturali e cristologiche) culmina nella Pietà neo-michelangiolesca. Il tema vita-morte-resurrezione trova il suo completamento nella metamorfosi, evocata da dieci nidi collocati su colonne ricoperti dai gusci di scarabeo gioiello, l’animale simbolo della metamorfosi, sacro agli antichi Egizi e all’artista stesso.

IL VIDEOGAME E’ ARTE?

Da un artista dai forti accenti di classicità come Fabre ad un evento che guarda in direzione diametralmente opposta: il videogame, considerato anch’esso come una forma d’arte. Ma è arte?

L’arte è un gioco, diceva Duchamp, e i giochi sono arte. Neoludica. Art is a game 2011-1966 (Sala dei Lanieri 1 giugno – 31 ottobre) parte da questa considerazione  per esplorare come i videogiochi abbiano avuto, negli ultimi anni, un impatto determinante sulle altre arti: dal cinema alla letteratura, dalla musica alle arti visive. In prima mondiale, l’evento mette in luce la forza artistica che unisce i vari aspetti del tema “neoludico” integrandone il confluire uno nell’altro. In breve gli organizzatori (Musea GameArtGallery e Ludo Lab) sostengono come i videogames siano a tutti gli effetti una forma d’arte ma non ancora compresa dal mondo culturale.

Partendo dalla fotografia, prima delle arti “contaminatrici” il percorso s’imbatte negli artisti italiani dagli anni Novanta, che hanno dimostrato un precoce interesse per i videogiochi; entra nelle dinamiche dei videogiochi coi publisher, (15 videogiochi e 30 artwork di grandi nomi e studios); legge i legami con le avanguardie e con l’arte contemporanea, offre un percorso di realtà aumentata tra Venezia e mestre (marcato dal dispatchworks di Jan Vormann) e molto altro (www.neoludica.it ).

PINO PASCALI, UN OMAGGIO

Pino Pascali in una foto di Claudio Abate “Colomba della Pace” 1965. Collezione Museo Pino Pascali, Polignano a Mare (Bari)

A palazzo Bianchi Michiel, sul Canal Grande, una mostra-evento per rendere omaggio a Pino Pascali (Bari 1935 – Roma 1968),Premio per la Scultura alla Biennale del 1968, riconoscimento che consacrò ufficialmente l’artista pugliese nella storia dell’arte contemporanea e oggi riconosciuto tra i più importanti innovatori dei linguaggi del Novecento.

Pino Pascali. Ritorno a Venezia/Pugli arte contemporanea, a cura di Rosalba Branà e Giusy Caroppo, presenta un percorso espositivo in tre sezioni che si sviluppa tra sculture e opere bi-dimensionali poco note al grande pubblico, carte, collage, scenografie, suddivisi per aree tematiche, dedicate all’Acqua, all’Africa, alle Armi. La Fondazione espone per la prima volta i ‘cimeli’, testimonianze uniche per una più profonda e privata ricostruzione biografica dell’artista. In mostra anche una serie di fotografie di Luigi Ghirri, il grande fotografo scomparso nel 1992, dedicate a Polignano a Mare, la cittadina pugliese di cui erano originari i genitori di Pascali e dove l’artista è sepolto.

In mostra anche una selezione di opere vincitrici del premio Pino Pascali dal 1997 al 2011, premio conferito a personalità dell’arte di rilievo internazionale dallo spirito pascaliano, sperimentatore, aperto alla contaminazione dei linguaggi.

E ancora un’altra sezione: Puglia – sguardo contemporaneo con opere della raccolta  della Fondazione che illustrano la realtà artistica di area pugliese (www.museopinopascali.it ) … (continua)

 

Miki - Carone Assalto dal mare, 2011 (Puglia sguardo contemporaneo)

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