Cannes, verso i verdetti, Moretti e Sorrentino nel palmarés?

Stasera il verdetto del 64mo festival di Cannes, al momento solo ipotesi. Le voci s’inseguono, mentre vengono assegnati i premi delle sezioni collaterali e nella […]

Stasera il verdetto del 64mo festival di Cannes, al momento solo ipotesi. Le voci s’inseguono, mentre vengono assegnati i premi delle sezioni collaterali e nella massa può perfino capitare che qualcuno al momento della proclamazione affermerà soddisfatto “io lo avevo detto”, ma quest’anno i pronostici sono difficili e a sentire le preferenze dei critici sono otto-dieci i film che possono  ambire alla Palma d’oro. Tutto salvo sorprese, ovviamente. Intanto per Paolo Sorrentino c’è un primo riconoscimento, il premio Ecumenico, assegnato ieri.

Nella più prestigiosa delle sezioni parallele del festival, Un Certain Regard, la giuria presieduta da Emir Kusturica ha decretato un ex aequo per il coreano Kim Ki-Duk con l’autobiografico Arirang e per il tedesco Andreas Dresen con Stop in corsa, storia di un malato terminale. Premio per la migliore regia all’iraniano Mohammad Rasoulof,  per Arrivederci. Il regista è attualmente agli arresti domiciliari.

Emir Kusturica

Il festival del 2011 ha avuto tutto. – ha detto il presidente della giuria Robert De Niro alla Reuters –  buoni film (non posso dirvi le mie scelte personali), grandi star, grandi feste, enorme interesse dal mondo esterno e una buona dose di polemiche”. Cosa volevano di più questi francesi? Forse un Lars Von Trier più silenzioso e meno propenso a scherzi di pessimo gusto. Così, come uno scherzo, il regista danese ha liquidato le sua esternazioni alla stampa con le quali – tra accenni impronunciabili – dichiarava le sue simpatie per Hitler.

Ad ogni modo, pur essendo stato bandito dal festival, Von Trier è ancora in corsa. Melancholia ha trovato degli estimatori, e se non fosse che premiarlo sarebbe politicamente scorretto, sarebbe nella rosa dei papabili.

Il nome più gettonato continua ad essere quello di Terrence Malick, e del suo spirituale The tree of life. Lo schivo e misterioso regista sarebbe costretto ad un atto contro la sua natura: salire sul palcoscenico e ritirare il premio. Malick ha vinto la Palma d’oro nel 1979 con Days of heaven (I giorni del cielo).

A contendersi con l’americano la pole position è il francese Michel Hazanavicius con The Artist. La storia di una Hollywood “prima maniera” in bianco e nero e muta ha incantato, divertendo, il pubblico di Cannes.

A “guastare” i pronostici potrebbe essere però Le Havre, il commovente racconto d’immigrazione del regista finlandese Aki Kaurismaki.

Buone possibilità anche per il raffinato Once upon a time in Anatolia (un giorno in Anatolia) del turco Nuri Bilge Ceylan.

Chi con Cannes ha un “conto aperto” è Pedro Almodovar, che al festival ha vinto  premi per la regia e la sceneggiatura, ma non ha mai incassato la Palma d’oro. Il suo thriller La piel que habito ha avuto buone recensioni. E’ in rosa.

Polisse di Maiwenn Le Besco e Le gamin au velo (Il bambino con la bicicletta) dei fratelli Dardenne, sono nomi che girano, così come quello della regista scozzese Lynne Ramsay con We need to talk about Kevin .

 

E Moretti e Sorrentino? L’altra sera This must be the place di Paolo Sorrentino ha ricevuto in sala grande ben 13 minuti di applausi, osannato il protagonista Sean Penn per l’interpretazione della rockstar in disarmo Cheyenne. Cosa aggiungere? Incrociamo le dita.

Anche Habemus Papam, presentato nei giorni iniziali del festival, ha ricevuto molti consensi. Il nome di Nanni Moretti, Palma d’oro dieci anni fa con La stanza del figlio, non è tra i più gettonati, tuttavia anche a Cannes capita (spesso) che si entri in conclave da papa e si esca cardinali.  Stasera si saprà., intanto è affidato a Les bien aimés di Cristophe Honoré l’onore di chiudere il festival 2011.

 

 

Un tocco di colore sulla Croisette con le donne di Radu Mihaileanu, il regista ha presentato ieri La sources des femmes. Lo sciopero dell’amore in un piccolo villaggio del Maghreb. A promuoverlo è Leila, una ventenne stanca per lo sfruttamento al quale vengono sottoposte le donne, costrette fare lunghi tragitti per approvvigionare d’acqua la comunità mentre gli uomini fanno nulla.

 

Red carpet 21 maggio from DaringToDo on Vimeo.

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